40° anniversario del terremoto in Friuli

A Moggio Udinese la mostra sulla memoria della ricostruzione

L’esposizione, che fino a dicembre toccherà sette diversi centri del territorio regionale

A Moggio Udinese si apre al pubblico la mostra itinerante “L’identità di un paesaggio. La memoria della ricostruzione”, (© )

MOGGIO UDINESE - Martedì 20 settembre, alle 11, all’ex asilo della frazione di Dordolla, in val Aupa, nel comune di Moggio Udinese, si apre al pubblico la mostra itinerante «L’identità di un paesaggio. La memoria della ricostruzione», voluta e organizzata dal Servizio Catalogazione, formazione e ricerca dell’ERPAC (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia) e dall’associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, in collaborazione con l’Immaginario Scientifico.

Fino a dicembre
L’esposizione, che fino a dicembre toccherà sette diversi centri del territorio regionale, e sarà visitabile nell’ex edificio scolastico di Dordolla fino a mercoledì 28 settembre, con apertura tutti i giorni dalle 9 alle 18, intende proporre all’opinione pubblica una significativa riflessione sulla stagione della ricostruzione post – terremoto in Friuli, che ancora oggi – dopo il drammatico sisma che ha colpito l’Italia centrale – viene indicato come un valido  modello di riferimento. L’approfondimento che la mostra presenta riguarda più da vicino l’applicazione dell’art. 8 della legge regionale n.30 del 1977, particolarmente significativo perché ha permesso il recupero del patrimonio architettonico rurale più caratteristico del territorio montano e pedemontano colpito dal sisma, grazie alle linee guida della legge: «recuperare e valorizzare, attraverso la corretta esecuzione delle opere di riparazione e di restauro, i principali valori ambientali, storici, culturali ed etnici connessi con l’architettura locale».

Il patrimonio culturale
Si sono così realizzati oltre 1500 interventi nell’area centrale del Friuli storico, esempi significativi di una strategia attenta nel salvare puntualmente un patrimonio culturale, quello abitativo, caratterizzato, nelle tecniche e nei materiali, da un forte legame con il territorio che lo ha espresso nel corso dei secoli. La mostra, curata dall’architetto Floriana Marino, è parte della rassegna «Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli», organizzata dalla Regione e dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, ospitata a Villa Manin di Passariano negli scorsi mesi.