Si va verso 110 licenziamenti

Hypo non vuole le istituzioni italiane nella trattativa: è polemica

«I vertici austriaci della Hypo Bank confermano il loro atteggiamento ostile nei confronti delle istituzioni italiane, nazionali e regionali». Queste le parole di Serracchiani

La sede Hypo di Tavagnacco (© Diario di Udine)

TAVAGNACCO - «I vertici austriaci della Hypo Bank confermano il loro atteggiamento ostile nei confronti delle istituzioni italiane, nazionali e regionali». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando la decisione di Hypo Alpe-Adria spa, resa nota attraverso una lettera della direzione generale, di non allargare al ministero dello Sviluppo economico e alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia gli incontri con le organizzazioni sindacali relativi alla procedura di licenziamento collettivo. In ballo c’è il possibile licenziamento di 110 persone.

Per Serracchiani «questo è un esibito atto di sfiducia nelle istituzioni, di cui evidentemente si mette in dubbio la capacità o, peggio, la volontà di perseguire soluzioni eque. Dovrebbe sempre ricordarsi che tutte le soluzioni alternative alla chiusura della banca prospettate ormai da anni, e sempre altezzosamente rigettate, andavano a vantaggio del contribuente austriaco».
«Proprio nella giornata di lunedì abbiamo appreso dalla stampa che vi era un atteggiamento pregiudiziale dentro la proprietà della banca, dalle dichiarazioni di chi per un periodo ha guidato l'istituto in Italia. La fama negativa che Hypo Bank si è guadagnata in Europa purtroppo non viene riabilitata nel nostro Paese con questa operazione, legittima per la legge ma che - ha concluso Serracchiani - lascia rovine dietro di sé».

Un atteggiamento condannato con forza anche dai sindacati, che lo definiscono «arrogante e irrispettoso, aggravato dall'assurda disponibilità ad incontrare le parti a Milano (luogo operativo della società di consulenza incaricata a rendere effettivi i licenziamenti), anziché presso il tavolo messo a disposizione dal Mise». Queste le parole di Pietro Santoro, dirigente Rsa in Hypo.