La proposta

Confindustria parla di 'specialità intelligente' per rilanciare l'economia

Assemblea generale con il presidente nazionale Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria Udine, Matteo Tonon, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti

Il vicepresidente della Regione parla alla platea (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - Specialità intelligente, cultura del lavoro, internazionalizzazione ma soprattutto guardare all'attuale cambio di paradigma senza più rapportarsi ai dati del 2008 perché le regole, i modelli, non sono più gli stessi. E', in sintesi, uno degli aspetti affrontati dal vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, durante la tavola rotonda moderata da Rosalba Reggio del Sole 24 ore e organizzata in occasione all'assemblea generale delle aziende associate di Confindustria Udine, con il presidente nazionale Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria Udine, Matteo Tonon, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

L’innovazione come condizione necessaria per essere competitivi
Bolzonello ha sottolineato l'importanza dell'assise quale momento significativo in cui trattare i temi della manifattura, dell'industria 4.0, dell'internazionalizzazione, dello sviluppo in un'ottica futura.
«Oggi, dopo questo terremoto economico, in questo cambio di paradigma - ha indicato Bolzonello - dobbiamo guadare a traiettorie future per capire come il mondo e il Friuli Venezia Giulia si pongono sul tema della manifattura. Siamo consapevoli che senza l'innovazione le nostre  imprese non possono essere competitive - ha aggiunto Bolzonello - e su questo siamo impegnati tutti, parte pubblica e privata, per dare delle risposte».
Ha poi ricordato l'impegno di Confindustria Udine e della Regione «che in questi anni si è orientato sui temi del rilancio delle imprese, dell'innovazione e dell'internazionalizzazione».

Il cambio di paradigma
«Non abbiamo attraversato la crisi - ha precisato - ma siamo all'interno di un cambio di paradigma molto forte che deve essere affrontato in un modo diverso per il quale è necessario modificare  tutti i ragionamenti perché i temi della competitività, della produttiva  restano validi ma rientrano in un sistema che non è più quello del 2008». E ha ricordato tre momenti di similitudine fra il 40. del sisma del '76 e «questo  terremoto economico» ovvero  «la ricostruzione, che non ci porta mai esattamente dove eravamo prima».
«I nostri paesi ricostruiti - ha evidenziato - non sono identici a prima, sono paesi che hanno utilizzato tecnologie diverse per questa ricostruzione ed in modo analogo possiamo dire del tessuto imprenditoriale».

Tonon e la quarta rivoluzione industriale
Tonon nella sua relazione fra i tanti temi toccati ha ripercorso la storia delle ricostruzione, il rilancio della specialità, la riforma costituzionale. «Oggi - ha rimarcato - è un'occasione di memoria dei quarant'anni del terremoto in Friuli ma non solo perché proprio quei valori trasmessi, ancora oggi si legano ai nuovo diversi percorsi di crescita» e va in questo senso la proposta di una nuova definizione di specialità intelligente «ossia - ha chiarito - unire le componenti delle specializzazione intelligente, che traggono origine dalla specialità regionale, su cui la Regione Fvg ha lavorato positivamente, e fare in modo che la nuova declinazione vada a favore dei tanti settori rappresentati dalla nostra economia, legati alle sfide della digitalizzazione ossia la quarta rivoluzione industriale».

Boccia parla dell’intesa con la Regione Fvg
Boccia a margine dell'incontro ha sottolineato, invece, come il Governo del Fvg è in linea con Confindustria «su una grande priorità che è la questione industriale» e ha richiamato l'intervista della presidente della Regione, Debora Serracchiani, dei giorni scorsi che pone l'importanza e la strategicità della questione industriale in Italia e in Friuli Venezia Giulia. «Mi sembra in linea con un'idea che noi possiamo condividere – ha aggiunto - in termini generali».
Sulla crescita lenta del manifatturiero ha evidenziato la necessità di accelerare sulle scelte selettive e, in particolare, a livello regionale, ha ribadito l'importanza di «una convergenza di politica economica che veda l'industria come motore di sviluppo».

I participanti all'assemblea di Confindustria

I participanti all'assemblea di Confindustria (© Petrussi)