22 luglio 2017
Aggiornato 12:30
Polemica la Lega Nord

Via alla sistemazione dell'ex caserma Meloni: ospiterà migranti?

Il sindaco Carlantoni non ne sa nulla. «Un fatto grave, che sancisce il capolinea dei rapporti tra Stato e autonomie locali». Non sanno nulla nemmeno le forze dell’ordine

I lavori nell'ex caserma Meloni di Coccau (© Diario di Udine)

TARVISIO – Ci risiamo. Tramontata l’ipotesi di realizzare un Cara nell’ex caserma Lamarmora, e messa in disparte la possibilità di aprire un centro di riconoscimento migranti al valico di Fusine, nell’ex casermetta dei carabinieri al valico di Coccau e nell’ex autoporto, ora spunta un nuovo edificio dismesso da riadattare per l’accoglienza. Si tratta della vecchia caserma della Guardia di Finanza sulla statale 13, a Coccau Basso, a poche centinaia di metri dal confine. In questo caso, però, rispetto al passato, si è agito anziché lasciare spazio alle chiacchiere. E così martedì sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio. Il sindaco, però, non è stato informato e nessuno ha chiesto autorizzazioni per avviare i lavori in Comune. E’ ipotizzabile, quindi, che il via libera sia arrivato direttamente dalla Prefettura. Con che scopo? Dar vita, molto probabilmente, a un centro di accoglienza o di riconoscimento per i migranti. 

Il sindaco non ci sta
«Non so chi sia il committente dei lavori, se la Prefettura o la Protezione Civile – afferma Renato Carlantoni – fatto sta che nessuno mi ha informato. Un fatto grave, che sancisce il capolinea dei rapporti tra Stato e autonomie locali. Nulla sanno le forze dell’ordine del territorio. Posso immaginare che si stia intervenendo per creare un punto di accoglienza per i migranti».
Il primo cittadino si fa delle domande che, per ora, restano senza una risposta. «Perché è stata presa una decisione di questo tipo adesso che i passaggi di migranti sono drasticamente diminuiti? Perché continuare a ostinarsi su Tarvisio?». Per Carlantoni le decisioni andrebbero condivise, anche perché un centro di accoglienza a pochi passi da una locanda e dalla pista ciclabile non sarebbe un bel segnale. «Quante persone arriveranno? E da dove arriveranno, visto che i passaggi via terra sono diminuiti? Attendiamo sviluppi, ma da sindaco mi sarei aspettato qualche informazione in più e soprattutto una programmazione da parte delle istituzioni sovracomunali anzichè una continua improvvisazione sul tema accoglienza».

La contrarietà della Lega
«Cosa sta succedendo a Coccau?». A porsi questa domanda è il referente della Lega Nord per l’Alto Friuli, Stefano Mazzolini, che ha notato l’avvio dei lavori nell’ex caserma Meloni di Coccau, a pochi passi dal confine con l’Austria. «Il sospetto è che si stia intervenendo sulla struttura per renderla adatta a ospitare profughi: se così fosse, sarebbe un atto gravissimo e deleterio per il nostro territorio». Mazzolini si dice indignato dall’atteggiamento di Stato e Regione, che continuano a calpestare la volontà degli enti locali e della popolazione imponendo un’accoglienza ‘diffusa’, «pensata per penalizzare quei territori che non accettano passivamente le decisioni della sinistra».