L'esperto

Sicurezza: i consigli dell'analista Marco Cavalli

Tema sempre più caldo per cittadini e imprese. Come evitare intrusioni e furti. «Non ci si può improvvisare in questo campo: servono competenza e aggiornamento continuo»

Marco Cavalli (© Diario di Udine)

UDINE – Il tema della sicurezza è ormai entrato nella quotidianità delle persone. Anche in una città considerata tranquilla (fino a qualche tempo fa) come Udine. Lo sa bene Marco Cavalli, analista e imprenditore della sicurezza, che lavora su scala nazionale per far dormire sogni tranquilli a cittadini e imprenditori.
«Ormai vediamo centinaia di furti all’anno anche qui in Friuli – esordisce Cavalli –. Siamo chiamati a gestire la sicurezza sia del pubblico sia del privato, in maniera attiva (protezione personale) o passiva (con l’ausilio di sistemi elettronici). Ultimamente la crescita dei furti è stata esponenziale e in altre città del nord gli scippi per la strada sono ormai all’ordine del giorno. A Udine ancora non è così, ma si cominciano a vedere i primi segnali del fenomeno anche in Friuli». La differenza con altri capoluoghi del Nord Italia, per Cavalli, è la presenza, a Udine, delle forze dell’ordine, che in città riescono ancora a operare al meglio. Più complicato invece, per la vastità del territorio, essere presenti in provincia.

Cosa fare quindi per difendersi da furti e rapine? Ecco i consigli di Cavalli. «Per il privato il discorso è più semplice, anche perché ci sono delle agevolazioni per l’acquisto di sistemi di sicurezza. Io consiglio impianti perimetrali interni ed esterni (da definire in base alla tipologia della casa o dell’appartamento), con l’aggiunta di telecamere da collegare alle centrali operative delle forze dell’ordine. In questo modo si può rallentare l’intrusione consentendo al personale di vigilanza o alle forze di polizia di intervenire prima dell’accesso vero e proprio nell’abitazione». Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e gli impianti disponibili sono all’avanguardia. A questo proposito si stanno sviluppando impianti di videosorveglianza che sono in grado di riconoscere il volto delle persone. Un sistema, quest’ultimo, utile soprattutto per le aree pubbliche. «Utilizzando una tecnologia adeguata – sottolinea Cavalli – non solo si aumenta il livello di sicurezza, ma si dà una grande mano alle forze dell’ordine».

Il compito di Cavalli è quello di studiare caso per caso e di mettere a punto un sistema di sicurezza difficilmente superabile. «Lavoriamo per questo – assicura – mettendo sotto pressione gli impianti di sicurezza, per ridurre al massimo il rischio di sabotaggio. Ci sono corsi che ci fanno capire come operano i delinquenti. Ecco perché non basta acquistare un impianto all’avanguardia: va installato e fatto funzionare nella maniera più corretta. Non ci si può improvvisare in questo campo». Cavalli è anche uno specialista di antiterrorismo, quindi sul tema della sicurezza non solo è informato, ma anche competente e formato. «L’aggiornamento in questo lavoro è determinante, anche perché non abbiamo a che fare con il classico ‘bravo ragazzo’, ma con persone che non sanno cosa sia il rispetto e che non hanno nulla da perdere. La sicurezza non ha colore politico e dovrebbe essere garantita a tutti, come la sanità. Non tutti, infatti, possono permettersi di spendere per un sistema anti-intrusione e spesso, proprio queste persone, diventano le vittime dei delinquenti».