Il dibattito

I dem del Fvg smentiscono centri per l'accoglienza permanente a Udine

Brandolin e Coppola assicurano che il governo non starebbe pensando alla Cavarzerani come presidio fisso. Anche Serracchiani conferma. Ma la consigliere regionale Zilli non ci sta e attacca

L'interno della caserma Cavarzerani (© Diario di Udine)

UDINE - «Smentiamo in maniera categorica la trasformazione della Caserma Cavarzerani in centro di accoglienza permanente». Ad affermarlo, con una nota congiunta, sono i deputati Giorgio Brandolin e Paolo Coppola del Partito Democratico. «L’unico centro permanente in regione – assicurano – rimarrà il Cara di Gradisca e non esiste da parte del Governo la volontà di duplicare le strutture». Una presa si posizione arrivata dopo che ha cominciato a circolare la voce che il governo di Roma avrebbe inserito la Cavarzerani come possibile hub fisso per l’accoglienza.
Debora Serracchiani, presidente della Regione, aggiunge: «Affinché sia chiaro e cessi ogni tipo di speculazione - ha
chiarito - confermo che abbiamo già da tempo fatto pervenire a Roma il messaggio che in Friuli Venezia Giulia non si
può e non si deve realizzare alcun centro permanente di raccolta profughi, si chiami Cara, hotspot o altrimenti. Abbiamo già dato il nostro contributo, unici nel Nordest, con la struttura di Gradisca
».

Brandolin, vicepresidente della Commissione Schengen (commissione bicamerale di controllo e vigilanza in materia di immigrazione) ha verificato attentamente il contenuto del piano del Governo e conferma che la struttura di via Cividale compare nel documento solamente come struttura già esistente e già impegnata nell’accoglienza. Gli unici interventi previsti da qui alle prossime settimane saranno l’eliminazione delle attuali tende e una loro sostituzione con dei moduli prefabbricati, in vista dell’arrivo della stagione invernale.
Concludono i deputati: «La città di Udine sta dando molto ed ha tanto da insegnare in termini di accoglienza e gestione ‘umana’ degli arrivi. Vanno create le condizioni per rispondere meglio alle emergenze future, che non vanno escluse, ma la struttura non sarà permanente e soprattutto nessuna decisione sarà presa senza un coinvolgimento attivo dell’amministrazione comunale».

Ma il consigliere regionale del Carroccio, Barbara Zilli, non si fa troppe illusioni, e attacca. «’Benvenuti in Friuli: da terra di orgogliosi emigranti a colonia per clandestini. Suggerisco a Serracchiani di far sostituire così i cartelli di benvenuto nei comuni friulani’. Siamo nel caos più totale, senza alcun rispetto per i cittadini, costantemente fuori quota il che è davvero poco rassicurante – dice Zilli – si dimenticano le esigenze dei friulani e si investono risorse per accogliere i migranti economici. E' una spirale senza fine che porterà povertà culturale ed economica».