L'evento

A Udine una due giorni per riflettere sul futuro delle costruzioni

Evento nazionale organizzato con l'obiettivo di cogliere le potenzialità offerte dall’innovazione e dal cambiamento. Centinaia di imprenditori ospitati al Teatro Giovanni da Udine

Il titolo della due giorni ospitata a Udine (© Ance)

UDINE - La trasformazione del mercato italiano delle costruzioni è così radicale che richiede da parte dei diversi attori delle costruzioni la capacità di guardare le cose con occhi diversi. Perché il mondo e il mercato hanno assunto forme nuove e inaspettate, dove gli strumenti e le soluzioni a disposizione richiedono competenze diverse dal passato e soprattutto una mentalità nuova, aperta al confronto con il cambiamento e disposta a recepire le grandi opportunità offerte dall’innovazione.
E’ questo il presupposto da cui è partito il progetto Civiltà di Cantiere, che ha portato a Udine, nelle giornate di venerdì e sabato, la prima Construction Conference, ospitata nel Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Perchè è stata scelta Udine
«La scelta di tenere la Conferenza a Udine non è stata casuale - spiega Roberto Contessi, presidente di Ance Udine -. Il quarantennale del terremoto del 1976, i cui effetti drammatici si trovano a rivivere in questi giorni altre popolazioni italiane, costituisce per che vive di edilizia un riferimento al terremoto economico e finanziario che continua a sconvolgere il mercato e che ha portato a livello nazionale a perdere oltre 700.000 posti di lavoro e l’uscita dal mercato di decine di migliaia di imprese. Effetti che stiamo vivendo in modo drammatico anche nella nostra regione e che ha ridotto al lumicino l’industria locale delle costruzioni. Come nel 1976 vogliamo rilanciare con questo evento una nuova stagione, partendo dalle potenzialità offerte dall’innovazione e cogliendo le opportunità del cambiamento».

Necessari nuovi modelli di business
Innovazione di processo e di prodotto, digitalizzazione, marketing innovativo, nuovi modelli di business sono alcuni degli aspetti non più trascurabili per approcciare il mercato con efficacia nel futuro prossimo.  Per Alfredo Martini ideatore di Civiltà di Cantiere «nel progettare un edificio, oggi è indispensabile prendere in debita considerazione, oltre agli elementi funzionali di base, tutte le caratteristiche che intercettano i nuovi bisogni e le nuove tendenze. A questo  fine la Conferenza di Udine costituisce l’occasione per presentare le dieci regole alle quali secondo noi un’impresa si deve attenere se vuole essere competitiva nel mercato di oggi».

Non bisogna più subire le trasformazioni dei mercati
Temi e riflessioni cheverranno ripresi già nella relazione introduttiva della conferenza assegnata al rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni per il quale «il settore delle costruzioni in Italia ha subito nell’ultimo decennio un vero e proprio tsunami che lo ha sconquassato dalle fondamenta. Una trasformazione che sta portando all’emergere non tanto di nuovi modelli di business per le singole aziende, ma di veri e propri nuovi ecosistemi di business per reti di aziende. È chiaro che questo implica un cambio culturale: significa passare da una competizione fra singole imprese, che spesso si fanno una guerra sul prezzo, dannosa per tutti gli stakeholder, cliente compreso se la qualità si abbassa, a una competizione fra ecosistemi industriali e territoriali, capaci di cogliere e anticipare non subendo le trasformazioni dei mercati».