Al Teatro Giovanni da Udine

Dieci mosse per cambiare il Dna delle costruzioni

Alla Construction Conference 2016 in 600 per capire come affrontare le trasformazioni del mercato dell’edilizia. L'intervento di Martini e Tonon.

I partecipanti alla due giorni di riflessione sulle costruzioni (© Montenero)

UDINE – Gli addetti ai lavori ci credono. E’ necessario  cambiare il Dna del ‘costruire’ per poter ridare impulso a un settore messo in seria difficoltà dalla crisi. Oltre 600 operatori del settore ne hanno discusso a Udine, al Teatro Giovanni da Udine, durante la prima edizione di Construction Conference.

Il manifesto in 10 punti
Senza nuove leggi, senza investimenti, ma solo con 10 semplici mosse si può creare trasformazione e innovazione all’interno del mondo imprenditoriale italiano. Il Manifesto di Civiltà di Cantiere presentato declina 10 step necessari a chi vuole essere competitivo nella stagione della 4° rivoluzione industriale: accettare di misurarsi con il cambiamento, riconoscere innovazione e ricerca come fattori strategici di competizione, valorizzare le potenzialità della rivoluzione digitale, individuare le competenze chiave, considerare strategici l’aggiornamento e la formazione, adottare un modello aziendale e produttivo sostenibile, aprirsi a nuovi modelli di business, identificare il posizionamento nel mercato, assumere un approccio inclusivo, aperto e collaborativo, in una logica di rete, dotarsi di strumenti di garanzia verso committenze e clienti finali.

Il pensiero di Alfredo Martini
«Per essere competitivi abbiamo già gli strumenti necessari, non serve cercare scuse all’esterno - afferma Alfredo Martini, fondatore di Civiltà di Cantiere - Si tratta di cambiare prospettiva, mentalità, vision. In questo nuovo scenario, dove i paradigmi di riferimento culturale sono completamente diversi rispetto a quelli che hanno guidato il mercato edilizio e le relazioni tra domanda ed offerta da oltre cinquant’anni, le imprese devono modificare in gran parte la loro natura. Devono scegliere dove posizionarsi, comprendere che il rapporto con la clientela deve necessariamente essere diverso, che i parametri di valutazione saranno sempre più orientati verso una comprensione e una valutazione delle prestazioni e dei servizi a valore aggiunto. Grazie alla rivoluzione tecnologica e ai nuovi media il «cliente» è più consapevole e ha nuovi strumenti per valutare e scegliere».

Il ruolo di Confindustria Udine
Portando il saluto di Confindustria Udine alla prima Conferenza Nazionale sull’innovazione, il presidente Matteo Tonon ha sottolineato come il comparto delle costruzioni resti la spina dorsale dell’economia. Seppure fortemente colpito, rappresenta un comparto che a livello regionale supera le 1.500 imprese ed i 7.000 addetti. Un settore troppo spesso ritenuto tradizionale, dal quale nasce invece l'idea di avviare un percorso di crescita culturale basato sull'innovazione.
«Il nostro sistema industriale deve intercettare e recepire le grandi potenzialità della quarta rivoluzione industriale per confermare le nostra capacità di fare impresa e di stare sul mercato. Una capacità dimostrata nella ricostruzione del post terremoto attribuibile a tutte le componenti, imprenditoriali, istituzionali e anche al sindacato, a dimostrazione della volontà di mettersi al lavoro per ricominciare. Ed è un nuovo punto di partenza quello che l'industria delle costruzioni locale, regionale, ma anche nazionale oggi vive - puntualizza - alla ricerca di nuovi stimoli e nuove opportunità. La proposta di mettere al centro di questa esigenza l'innovazione costituisce la strada giusta, da oggi in poi ragioniamo di futuro».