Reportage

Muoversi in carrozzina in città: quando la mobilità diventa un'impresa

Insieme a Sandra Moro tra viale Duodo, via Grazzano, via delle Ferriere e via Tullio tra marciapiedi dissestati, buche e scivoli inesistenti: «Spero che questa mia denuncia serva per far uscire allo scoperto altre persone che come me faticano a muoversi in città».

UDINE – Una vera e propria impresa. Che si ripete ogni giorno. Sandra Moro ha scelto il Diario di Udine per raccontare la sua storia di ‘ordinaria follia’. Lei che si ritrova a dover spingere la carrozzina di suo marito, colpito da un ictus qualche anno fa, per le strade della città. In realtà può sembrare un’esagerazione affermare che a Udine si fa fatica a muoversi con una carrozzina. Ma basta percorrere qualche via per rendersi conto che il capoluogo friulano non è affatto alla portata di tutti.

Il viaggio quotidiano della signora Sandra comincia da viale Duodo. E i primi problemi ci sono da subito, tra marciapiedi sconnessi, ciottoli irregolari e buche che non la aiutano nel suo compito quotidiano. «Al ritorno dalla passeggiata sono sfinita», ammette la signora Moro, invitandoci a spingere il marito lungo uno degli scivoli in pietra che in realtà dovrebbero agevolare la mobilità delle persone in carrozzina. Invece ci vuole una certa forza per riuscire a spostare e soprattutto a fare stare in equilibrio senza rischi di ribaltamento una persona (in questo caso il marito di Sandra) che non peserà più di 50 chilogrammi. Ci dirigiamo verso via della Cisterna, tra bici parcheggiate sui marciapiedi e continui ostacoli (sgabelli dei bar, auto che sporgono, bidoncini). Attraversiamo via Grazzano e imbocchiamo via delle Ferriere. Facendo finta di non vedere le auto parcheggiate nei posti per disabili e nelle corsie a loro riservate per scendere dalle auto (anche in questo caso una riflessione va fatta, su suggerimento della signora Sandra: perché i posti auto per disabili prevedono l’uscita con la carrozzella solo sul lato del guidatore? E se il disabile non è chi porta l’auto, ma il passeggero? Una delle foto che pubblichiamo qui sotto può aiutare a comprendere meglio la problematica).

Eravamo arrivati a via delle Ferriere. Qui il marciapiede corre accanto alla pista ciclabile. A un tratto, però, Sandra è costretta a percorrere la pista ciclabile per proseguire, a suo rischio e pericolo, visto il transito delle bici. Ma non ha alternative per evitare continue chicane tra pali della luce e restringimenti del marciapiedi. Ma il tratto sulla ciclabile è il minore dei mali, visto che pochi metri dopo, all’incrocio con via Della Vigna, imboccando viale Giuseppe Tullio, Sandra e suo marito si ritrovano in mezzo alla strada, tra le auto che in quel punto sfrecciano. Il viaggio di Sandra prosegue lungo via de Rubeis, ma per noi può bastare, è sufficiente quanto abbiamo visto.

«Spero che questa mia denuncia serva per far uscire allo scoperto altre persone che come me faticano a muoversi in città – afferma Sandra Moro –. In questi anni ho imparato a conoscere i varchi e le strade più comode da percorrere, ma non è giusto. Io e mio marito dobbiamo essere liberi di muoverci ovunque. Spero che il Comune si dimostri più sensibile sul tema della mobilità per chi è costretto a muoversi in carrozzina: ultimamente – conclude la signora Sandra – mi sembra ci sia più attenzione alle piste ciclabili. Non chiediamo molto. Solo di avere le stesse possibilità degli altri cittadini». 

Non è facile muoversi per Udine

Non è facile muoversi per Udine (© Diario di Udine )

Una delle difficoltà incontrate dalla signora Sandra

Una delle difficoltà incontrate dalla signora Sandra (© Diario di Udine )

Un parcheggio 'creativo' in via Grazzano

Un parcheggio 'creativo' in via Grazzano (© Diario di Udine )

Manca lo scivolo per i disabili

Manca lo scivolo per i disabili (© Diario di Udine )