La polemica sul Kebab Furlan

Manfè chiede scusa per i toni ma difende il 'made in Friuli'

Contro-video dopo la replica di Slow Food Fvg. Lo chef friulano non voleva attaccare nessuno, ma sono mettere in luce le difficoltà nel promuovere i prodotti friulani Oltreoceano

UDINE – La polemica sul Kebab Furlan si chiude così come era cominciata: con un video di Luca Manfè. Lo chef pordenonese emigrato negli Stati Uniti ha scelto ancora una volta Facebook per far conoscere il suo pensiero sulla vicenda.

Manfè ha apprezzato la risposta del presidente Slow Food Fvg Max Pett, dicendosi «lusingato» dalla sua risposta. Lo chef, come si vede nel video integrale postato su Facebook, ha chiesto scusa per i toni utilizzati nella prima video intervista, sottolineando come la sua intenzione non fosse quella di attaccare o di giudicare il lavoro altrui.   

«Faccio mea culpa per aver fatto commenti forse troppo aggressivi – afferma Manfè – ma resto della mia idea. Quello che mi dà fastidio è non riuscire a trovare i prodotti della mia terra in Usa. Mi fa piacere se si sia discusso della questione e si siano smosse le acque: l’obiettivo di tutti deve essere quello di far conoscere sempre di più nel mondo i prodotti del Friuli. Anzi – chiude lo chef – aspetto qualche azienda friulana desiderosa di introdursi nel mercato americano: io sono sempre disponibile».