Il commento

Il sindaco sconfessa l'assessore e «sposa» la linea del quotidiano della città

Ciò dimostra come la politica predilige i media, al punto di cercarli ancora prima che alcune decisioni siano prese e condivise dagli organi preposti.

Via Leopardi a Udine (© Diario di Udine)

UDINE - C’è di tutto un po’ nell’autogol in cui è incappato l’assessore comunale Enrico Pizza, annunciando, urbi et orbi, che viale Leopardi darà l’addio ad alcune panchine per fare posto a una posta ciclabile e alla rivisitazione del verde. Nelle sue parole c’è una buona dose di protagonismo, un spolverata di improvvisazione, un evidente scollamento in giunta e la nuova mania della politica che Renzi ha mutuato da Berlusconi e che sta facendo proseliti nell’agone politico: l’ 'annuncite', la voglia matta di dire per primi, di promettere, di assicurare. Certo, viale Leopardi non è certo il ponte sullo stretto di Messina. Ma il metodo è lo stesso. Con l’aggravante  – nella fattispecie udinese – che il buon Pizza, cui riconosciamo l’amore per la città e la buona fede, è stato duramente smentito dal sindaco Furio Honsell. Il quale, ed ecco un’altra novità, fa il paio con le dichiarazioni scandalizzate del direttore del Mv, intervenuto duramente per stigmatizzare l’improvvida proposta dell’assessore.

In realtà, mentre Honsell si limita a una drastica puntualizzazione dei progetti dell’amministrazione comunale che non prevedono il progetto della ciclabile («Ora non è una priorità e ribadisco di non avere  mai voluto eliminare nemmeno una priorità»), il direttore del quotidiano locale fa un lungo ragionamento per smascherare – questo il suo intento – una sorta di doppia morale dell’amministrazione comunale di centrosinistra alle prese con il dilemma dei dilemmi: conciliare accoglienza e buonismo con buon senso e rigore. Il direttore sa perfettamente che la vicenda è ghiotta per scatenare l’opposizione e dunque strategicamente mette le mani avanti per evitare strumentalizzazioni.

Rimane il fatto, abbastanza singolare, che un sindaco – non mi pare che a Udine ci siano precedenti – sconfessi un assessore da lui nominato e 'sposi' la linea del quotidiano 'principe' della città in un’insolita alleanza. Chissa!, potrebbe anche diventare una specie di esperimento pilota per future intese.  Di certo, come l’annuncite di cui sopra, anche questo è un segno dei tempi. Che dimostra come la politica  predilige i media, al punto di cercarli ancora prima che alcune decisioni siano prese e condivise dagli organi preposti. Come dire anche che il direttore ha fatto il suo, mentre la giunta Honsell ha palesato alcuni sfilacciamenti interni su un tema che non è quello della pista ciclabile, ma più in generale e priritariamente quello dell’accoglienza come puntualizza bene lo stesso Honsell. Costretto dunque  a «smentire in modo categorico quanto dichiarato dall’assessore Pizza». Le opposizioni saranno pronte a dare battaglia. Ma dubito che abbiano un progetto complessivo e alternativo sull’accoglienza. Pizza, è vero, si è fatto harakiri. Ma ha avuto il merito indiretto di mettere a nudo due problemi che assillano anche palazzo d’Aronco: la collegialità e la difficoltà a individuare politiche condivise sull’emergenza-immigrati.