L'intervista

Il ritorno di Udine sui parquet di serie A: parla il presidente Pedone

La Udine dei canestri può tornare finalmente a respirare l’aria del basket che conta: domenica la prima partita contro il Ravenna

Alessandro Pedone (© Gsa)

UDINE - Se dopo il periodo targato Snaidero, la Udine dei canestri può tornare finalmente a respirare l’aria del basket che conta lo si deve soprattutto a lui, il patron della Gsa Alessandro Pedone che, dopo anni di investimenti, gioie e qualche delusione, vede finalmente coronarsi il sogno del debutto della sua creatura in serie A. Ecco le sue impressioni a poche ore dal match con Ravenna.

Presidente Pedone, quali sono le sensazioni prima del debutto?
«Non nascondo che per noi non  è una partita come le altre, abbiamo atteso molto questo momento. Per Udine è un ritorno in serie A, ma per noi, come società, è la nostra prima volta. Arriviamo con orgoglio e molta elettricità nell’aria».

Una Gsa che si presenta al debutto ancora con qualche rebus di formazione, vero?
«Abbiamo variato la composizione della squadra in settimana a causa di due errori estivi, non perché i due giocatori che avevamo preso non fossero meritevoli, ma perché Laser è più una guardia, mentre noi avevamo bisogno di un playmaker, mentre Delegal deve ancora crescere e non potevamo troppo aspettarlo. Abbiamo forse peccato di ingenuità, ma la bravura è quella di stoppare tutto e porvi rimedio. E così abbiamo utilizzato uno dei due visti per atleti extracomunitari per Okoye ed inserito un playmaker come Traini che si stava allenando con Caserta».

La formazione udinese rimane comunque fondata su un gruppo di giocatori di queste parti, non trova?
«La squadra è per il resto formata da giocatori del Nord-Est, friulani e veneti, ad eccezione di Castelli (piemontese). Abbiamo mantenuto i  7/10 di squadra dall’anno scorso per proseguire su un percorso iniziato insieme e poi, su questo zoccolo duro, abbiamo inserito i ragazzi nuovi  Cuccarolo, Okoye e Traini. Come si sa stiamo cercano un ulteriore giocatore, siamo da tempo in trattativa con Acker (ex pro NBA, con esperienze in Italia a Milano e Avellino) che ha il contratto firmato in mano da 48 ore. Gli abbiamo dato un ultimatum di 10-12 ore, se non ci risponderà saremo liberi di dirigerci verso qualcun altro. Come si dice negli Stati Uniti «we are not here to bake cookies», siamo ambiziosi e non vogliamo essere presi in giro da nessuno».

Quali sono i risultati che si attende da questa prima annata in serie A?
«Premesso che queste prime domeniche, visti i recenti cambiamenti di roster, tutto quello che arriva va bene, credo che questo sarà un campionato veramente divertentissimo in cui potremo toglierci belle soddisfazioni.  Siamo una matricola, ma speriamo di strappare un biglietto per i play-off, anche se le due bolognesi, Verona, Mantova e forse Trieste partono davanti di noi. Mi preme, però, già ora ringraziare tutti gli sponsor che ci stanno sostenendo e gli oltre 1.100 abbonati».

I primi mesi la Gsa giocherà a Cividale, ma il Carnera a che punto sta?
«Abbiamo fatto un sopralluogo per vedere i lavori, manca veramente pochissimo per la consegna. La Giunta comunale ha anche recentemente affermato che per Natale e per il derby con Treviso saremo finalmente al Carnera!»