A rischio 110 posti di lavoro

Hypo Bank: nulla di fatto dalla trattativa. Appello alla politica

I funzionari della Regione Fvg lasciati davanti alla porta. Il disappunto della governatrice Serracchiani: «Un episodio sgradevole e sconcertante: le istituzioni sono state letteralmente messe alla porta».

La sede della Hypo a Tavagnacco (© Diario di Udine)

TAVAGNACCO - Ancora un nulla di fatto per la procedura sul licenziamento collettivo di 110 lavoratori di Hypo Alpe Adria Bank spa. Al primo incontro, tenutosi venerdì mattina in azienda a Tavagnacco tra proprietà e sindacati, le posizioni delle parti sono rimaste molto distanti.

«E' importante che la politica ci dia una mano per salvare l'occupazione di quasi 300 famiglie», ha spiegato il segretario della First Cisl Roberto De Marchi, che mette già in conto anche gli esuberi di altri 170 lavoratori circa nel giro di un paio d'anni, qualora la proprietà proseguisse nella linea di chiusura della banca italiana
Le speranze di salvezza, in questo momento, sono due: «O si passa sotto la gestione del fondo Atalante o sotto un altro gruppo bancario», continua De Marchi, auspicando un intervento di Banca d'Italia che neghi l'autorizzazione allo ‘spezzatino’ con la cessione delle sette filiali a Valsabbina e commissari la banca.

Dal tavolo di trattativa è stata esclusa la Regione Fvg. «Un episodio sgradevole e sconcertante: le istituzioni sono state letteralmente messe alla porta». È il commento della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a quanto accaduto a Tavagnacco dove ai vertici della direzione regionale Lavoro è stato impedito di accedere alla sede della Hypo Alpe-Adria Bank.
Fatti attendere all'ingresso, i funzionari della Regione sono stati raggiunti dal direttore generale dell'istituto bancario, il quale ha ribadito la indisponibilità a far partecipare la Regione al tavolo, adducendo che la normativa vigente non prevede la presenza politica delle istituzioni in questa fase.