Sguardo sul futuro

Friuli terreno fertile per lo sviluppo dell'industria 4.0

Il progetto per dar vita ad un centro di sviluppo di competenze e integrazione con il settore produttivo sarą presentato il 19 ottobre a Roma

In Friuli si parla di industria 4.0 (© Adobe Stock)

UDINE – In Friuli Venezia Giulia vi sono le condizioni ideali per poter aspirare a essere un centro di Industria 4.0. Punti di forza del territorio, la presenza, sul lato della ricerca, di tre università che già collaborano tra loro, di un numero di enti di ricerca nazionali ed internazionali assai rilevante (con una straordinaria disponibilità di ricercatori e di personale dalle elevate competenze) cui fa da elemento di coagulo un'intesa che consente alla Regione di intervenire finanziariamente su progetti strategici condivisi.
Il terreno fertile, sul quale applicare i concetti di Industria 4.0, è poi rappresentato dalle molte industrie di rilievo globale estremamente sensibili all'innovazione di processo e di prodotto, dall'alta densità di startup e di spinoff innovative, nonché di un tessuto produttivo di medie e piccole aziende con alta propensione all'innovazione.
Il Progetto Industria 4.0 finalizzato a dar vita ad un centro di sviluppo di competenze e integrazione con il settore produttivo sarà presentato il 19 ottobre a Roma al ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, e al ministro dell'Università, Stefania Giannini.

Cosa si intende per industria 4.0
L'industria 4.0 si vuole identificare con la quarta rivoluzione industriale. Si tratta di un processo che porterà alla produzione industriale automatizzata e interconnessa, basata sulla digitalizzazione.
Secondo un rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey, le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell'ambito di quattro direttrici di sviluppo.
La prima riguarda l'utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività e si declina in big data, open data, internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.
La seconda è quella degli analytics per ricavare valore dai dati raccolti, utilizzando le machine learning, macchine che perfezionano la loro resa imparando dai dati via via raccolti e analizzati. La terza direttrice di sviluppo è l'interazione tra uomo e macchina. Infine c'è il settore che si occupa del passaggio dal digitale al reale che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l'energia.

Fatto il punto della situazione
Il punto sullo stato di attuazione dell'iniziativa è stato fatto a Udine, in un incontro al quale hanno partecipato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, l'assessore regionale a Università e Ricerca, Loredana Panariti, il rettore e il prorettore vicario dell'Università di Trieste, Maurizio Fermeglia e Renato Gennaro, il professor Roberto Pinton dell'Università di Udine, il presidente di Area Science Park, Sergio Paoletti, il direttore della Sissa, Stefano Ruffo.