La polemica

'Carta di Udine': i grillini all'attacco di Serracchiani

Per i referenti del Movimento 5 Stelle la Regione ha svenduto il Fvg al volere del Governo Renzi

I rappresentanti grillini in Consiglio regionale (© M5S)

UDINE - "La 'Carta di Udine', sottoscritta dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, rappresenta una vergognosa resa incondizionata alla volontà del governo Renzi di stravolgere la Carta costituzionale. E il convegno 'Riforma Costituzionale e Autonomie speciali' che si è tenuto a Udine non è stato altro che un indegno manifesto per il SI al prossimo referendum del 4 dicembre, pagato con risorse pubbliche». Lo sostengono i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elena Bianchi, Eleonora Frattolin, Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo e Andrea Ussai. 

"Perplessi fin dall’inizio per le modalità organizzative di questa iniziativa - aggiungono - durante il convegno abbiamo assistito al 'trionfo' delle posizioni a favore della 'schiforma', senza che ci fosse alcuna possibilità di contraddittorio. Un modo scandaloso di interpretare il ruolo istituzionale e imparziale che dovrebbe essere sempre garantito da un ente pubblico. Il prodotto del convegno, inoltre, è stata la cosiddetta 'Carta di Udine', che solo grazie alla nostra insistenza, e dopo tre giorni, abbiamo potuto leggere. Una 'Carta' che solo alcune regioni a statuto speciale hanno voluto sottoscrivere. Chi non ha firmato ha voluto forse mantenere un briciolo di dignità? Questo documento - continuano i grillini - rappresenta infatti una resa incondizionata al governo centrale. In cambio di una flebile promessa legata alla necessità di disciplinare meglio i procedimenti deliberativi delle commissioni paritetiche, si legge chiaramente che era ed è necessario portare a completamento e piena approvazione, con la collaborazione dei diversi sistemi istituzionali e con il decisivo apporto dei cittadini, attraverso il voto al referendum confermativo, la recente legge costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario e la riforma del Titolo V della Costituzione».

I consiglieri del Movimento 5 Stelle chiudono il loro attacco con un richiamo storico: "Ecco, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, presidente, in teoria, di tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ha già deciso il futuro della nostra regione senza attendere il pronunciamento dei cittadini chiamati ad esprimersi il prossimo 4 dicembre. Dopo il Trattato di Campoformido, quando venne ceduta la Repubblica di Venezia all’Austria, oggi, nel 2016, abbiamo la 'Carta di Udine' ".