Il ricordo

Morto Dario Fo: a Udine per l'ultima volta nel 2012

Era stato protagonista di una mostra sulla sua produzione artistica a Casa Cavazzini e aveva messo in scena il suo ‘Mistero buffo’. Rivolgendosi ai giovani aveva detto: 'Siate esagerati nella voglia di conoscere, di raccontare e di stupire'

Dario Fo pittore protagonista a Casa Cavazzini (© Udine)

UDINE – La morte di Dario Fo, avvenuta giovedì 13 ottobre a Milano, all’età di 90 anni, addolora anche il Friuli, dove il ‘giullare’ aveva lasciato segni indelebili della sua arte. Oltre ai numerosi spettacoli messi in scena nei teatri della città e della provincia, Fo, nel 2012, era stato protagonista di una mostra a Casa Cavazzini, inaugurata in quell’occasione. Era stata l’ultima volta del premio Nobel in città, quando aveva portato in scena, al Teatro nuovo, il suo ‘Mistero buffo’. Un legame, quello di Fo con il capoluogo friulano, che si era rinsaldato anche per il 'caso' di Eluana Englaro, per il quale Fo aveva rimarcato la civiltà di Udine per la scelta di ospitare la donna negli ultimi giorni della sua vita. 

Nel 2012, a Udine, aveva regalato pillole del suo pensiero in corte Morpurgo (pillole raccolte da chi scrive l'articolo) . «I grandi autori che recitate - ha affermato Fo rivolgendosi ai giovani attori - hanno dentro dei pensieri alti ed è per questo che dovete comunicare alla gente, informare, in un mondo di disinformazione totale, di non conoscenza e di superficialità, dove i ministri dicono che la cultura è inutile, che con la cultura non si mangia. O stronzi. L'Italia - ha continuato Fo sovrastato dagli applausi - è qualche cosa in conseguenza della cultura che ha espresso nel mondo. È proprio grazie alla cultura che ci rispettano ancora malgrado il casino che ha combinato qualcuno con noi, malgrado le mortificazioni e le umiliazioni che abbiamo subito e che ancora dovremo subire». 

Al Fo pungente e critico nei confronti della politica, ha fatto da contraltare il Fo paterno, dispensatore di consigli verso le nuove generazioni di artisti del palcoscenico: «È un mestiere difficile quello dell'attore - ha chiarito il premio Nobel - dove solo chi si impegna con aggressività può riuscire, in un mondo duro e ingiusto specialmente con chi comincia. Un normale buon attore o pittore non è nulla, bisogna essere eccezionali. Come pittore non so se sono eccezionale, in molti mi dicono che lo sono come attore. Il segreto? I miei maestri non sono stati quelli dell'accademia, ma il palcoscenico. Vedevo, copiavo, studiavo - ha confessato Fo - sono stato un ladro di teatro. Ecco perché mi sento di consigliare ai giovani che fanno questo mestiere di non accontentarsi mai, di cercare sempre di accrescere il proprio sapere. Rubate ragazzi, piú che potete, e piú dei politici. Loro rubano per se stessi, voi per il pubblico. Siate esagerati nella voglia di conoscere, di raccontare e di stupire».