Con il contributo della Provincia di Udine

Illegio, ripartita l’attività dello storico 'Mulin dal Flec'

Grazie al fondo montagna sostituita la ruota interna danneggiata. Si tratta di un’attività che, nella famiglia Scarsini, si tramanda di generazione in generazione

Il mulino riparato grazie al Fondo montagna (© Provincia Udine)

TOLMEZZO - E’ ripartita l’attività dello storico 'Mulin dal Flec e dal Ros' a Illegio di Tolmezzo. La Provincia di Udine, tramite il fondo montagna, ha finanziato l’acquisto di una nuova ruota dentata in legno interna per sostituire quella danneggiata che ha causato lo stop della molitura per diversi mesi (dal maggio scorso). La nuova ruota realizzata da una ditta di falegnameria locale (De Stalis di Tolmezzo) è stata installata nelle scorse settimane con la supervisione dall’attuale titolare del mulino Firmino Scarsini.

Il mulino ad acqua di origini secentesche ha quindi ripreso a funzionare: si tratta di un’attività che, nella famiglia Scarsini, si tramanda di generazione in generazione e che Firmino ha appreso dal nonno e poi dallo zio e che continua a condurre con tanta passione e cura. «Qui c’è il mio cuore», afferma osservando nei minimi dettagli ogni passaggio della lavorazione, dall’acqua della sorgente che fa girare la ruota a pale esterna del mulino ai chicchi del mais che, a ritmo costante, scendono nella bocca della mola superiore in pietra per essere macinati, alla farina che si raccoglie sul piano di legno e che viene poi passata al setaccio. Il mulino è meta di numerose scolaresche che, durante la visita, possono comprendere il funzionamento e come si svolgeva questa caratteristica attività propria della civiltà agricola.

«La Provincia di Udine è molto soddisfatta di aver contribuito alla ripresa di questa storica attività – ha commentato il presidente Fontanini che recentemente ha visitato il mulino –, una struttura che arricchisce e rende ancora più speciale la borgata di Illegio. Non solo. Questo mulino ricorda e valorizza la nostra storia, le nostre tradizioni. Un ringraziamento alla famiglia Scarsini e, al signor Firmino in particolare, che si occupa del mulino, della sua manutenzione e che apre le porte ai giovani».