La novità

Arte in tavola: a Villa Romano la mostra che fa rivivere la mise en place dell’800

La contessa di Manzano apre la sua dimora mostrando il fascino dello stare a tavola di quel tempo. Le visite proseguiranno fino a fine mese

Un delle 'chicche' messe in mostra (© Villa Romano)

MANZANO– Una vera e propria ‘arte in tavola’ tramandata nei secoli, attraverso usi e oggetti, che la contessa di Manzano, Marina Romano, discendente di una dinastia friulana che risale al 1500, ha voluto presentare in una mostra gratuita, all’interno della suggestiva Villa Romano, dove ancora oggi risiede. La dimora, aperta in occasione dell’edizione autunnale di Castelli Aperti Fvg, è visitabile gratuitamente fino a fine ottobre, previo appuntamento.
Con l’espressione ‘mise en place’ o ‘messa sul posto’ s’intende l’apparecchiatura  della tavola, che ha valore sia funzionale sia estetico e fu, come si potrà immaginare, una vera e propria arte molto cara alla nobiltà di un tempo, che dalle tovaglie alle portate di cibo mostrava così la propria attenzione verso i commensali e, non da meno, la propria appartenenza sociale.

Appassionata da sempre di arte e antiquariato, dagli anni ’90 decide di donare nuova vita alla sua storica dimora, ad oggi sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali, attraverso mostre d’arte, degustazioni - la villa ha ospitato persino sfilate di moda e set fotografici e cinematografici – stringendo nel tempo sodalizi importanti come quello con il Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, il Fai, la Croce Rossa e l’Unesco, per citarne i più importanti.
«Ciò che vorrei trasmettere è il valore del nostro passato – afferma la contessa - mi piacerebbe poter valorizzare i beni che mi sono stati tramandati nella storia, non lasciandoli in uno scantinato ma facendoli rivivere» da qui l’idea, assieme all’amica architetto Diana d’Osualdo e all’antiquaria Maria Cossettini Baldassi, di collezionare tutti gli oggetti più belli della villa, collocandoli poi in modo coerente nelle varie sale e tavole, e donando a ogni ambiente un tema e una simbologia. Si può ammirare, per esempio, la sala dedicata alla prosperità, nella quale spiccano acini d’uva in vetro di murano, quella dedicata alla caccia, con oggetti risalenti addirittura al 1700 o addentrarsi nell’area dal nome 'oro bianco', nella quale affiorano dei meravigliosi affreschi originali e mai restaurati, che fanno da sfondo a delle tavolate in puro stile neoclassico.

«Mantenere la storia, ma riuscire a far rivivere il palazzo anche in una veste nuova, in una chiave moderna che si accosti e rispetti la tradizione di quei secoli - ha spiegato l’architetto, che ha voluto affiancare agli oggetti storici altri più moderni e molto meno costosi, sebbene quasi irriconoscibili - voglio dimostrare che si può arredare bene con poco non serve spendere grandi cifre, l’importante è avere bene in mente ciò che si vuole trasmettere, avere un’idea forte».