In 8 anni perse 3.000 imprese

Credito: le imprese artigiane faticano ancora ad averne accesso

Incontro a Udine tra i vertici di Confartigianato Udine e il viceministro all’economia Enrico Morando. Annunciate maggiori risorse per il fondo centrale di garanzia con una quota riservata alle piccole imprese nella prossima legge di stabilità

Il pubblico che ha assistito all'incontro (© Gortani)

UDINE - Incassano meno finanziamenti gli artigiani, nonostante il flusso del credito verso le imprese in Italia sia ripreso facendo segnare nell'ultimo biennio un incoraggiante +4%. Le aziende piccole e piccolissime pagano dazio al peggioramento dei rating indotto dalla crisi, legato spesso a situazioni di sotto-patrimonializzazione che un tempo, quando a mediare il credito era il bancario di fiducia, lasciavano forse passare, ma che oggi si scontrano invece con logiche e prassi inflessibili. Se n'è parlato sabato mattina nella rinnovata sala riunioni di Confartigianato-Imprese Udine dove - in occasione della sua intitolazione allo storico presidente dell'associazione, Beppino Della Mora - sullo spinoso tema del credito si sono confrontati il viceministro alle finanze e all'economia, Enrico Morando, il presidente di Confartigianato Imprese Fvg, Graziano Tilatti, e il presidente di Confidimprese Fvg,  Roberto Vicentini moderati dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier.

In 8 anni perse 3 mila aziende artigiane
Tilatti ha restituito un panorama artigiano gravemente impoverito rispetto al 2008, anno d'esordio della crisi economica: «Allora eravamo 31.500 aziende, oggi siamo 28.500. Davamo lavoro a 81.500 dipendenti che oggi sono scesi a 78.500. Fondamentali - ha ribadito - per consentire alle nostre imprese di superare la difficoltà del momento. Sono stati le nostre banche, hanno aspettato che noi venissimo pagati per avere i loro stipendi».
Fondamentali come si sta rivelando sempre più il sistema dei Confidi. Dati alla mano. «Quest'anno abbiamo segnato il +11% di operatività rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso - ha esordito Vicentini -. Confidimprese Fvg é iscritto all'albo degli intermediari finanziari, vigilato come una banca ed è una società cooperativa per azioni, con un patrimonio che si avvicina ai 30 milioni di euro, costituito in gran parte dal contributo delle imprese private a cui si sono aggiunte nel tempo le risorse pubbliche, in primo luogo regionali" ha aggiunto sottolineando che il Fvg, per dimensione, "è destinato ad avere un Confidi unico». 

L'intervento del viceministro Morando
A rafforzare il sistema delle garanzie penserà il Governo nella prossima legge di Stabilità, come ha anticipato a Udine il viceministro Morando: «Vogliamo incrementare la dotazione del Fondo centrale di garanzia e stiamo valutando la possibilità d’introdurre una quota rigida per i più piccoli, ma in modo garantito - ha aggiunto -, a metà anno si potrebbe vedere come stanno andando le cose e nel caso si verifichi un rallentamento causato dalla quota si potrebbero apportare le necessarie correzioni». Altro tema scottante per le imprese artigiane: quello dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione. «Ancora lunghi rispetto alle direttive europee, ma di un terzo inferiori - ha precisato il viceministro - rispetto a due anni fa. Di questo passo si può arrivare al 2018 con il rispetto dei tempi previsti dalla direttiva europea».
Tra le anticipazioni sulla futura Stabilità anche l'introduzione dell'Iri, l'imposta sul reddito imprenditoriale, che punta a incoraggiare la patrimonializzazione delle aziende di piccole dimensioni, e un auspicio: che il sistema dei Confidi, le banche e le associazioni possano trovare in futuro il modo di lavorare insieme mettendo a sistema le proprie conoscenze per agevolare la valutazione del merito di credito. 

Intitolazione della sala a Della Mora
Concluso il confronto, la sala riunioni è stata intitolata a Beppino Della Mora (1938-2010), presidente di Confartigianato Udine dal 1980 al 2000. «Uomo tenace, tutto d'un pezzo» ha ricordato Tilatti accostandone la figura a quella del cavaliere Andrea Pittini, scomparso ieri all'età di 85 anni, «artigiano della prima ora, nonché socio onorario. Insieme hanno combattuto alcune delle più grandi battaglie della ricostruzione post sisma». «Ringraziamo Della Mora e la sua famiglia - ha aggiunto il presidente onorario di Confartigianato-Imprese Udine, Carlo Faleschini -, che può essere orgogliosa del servizio reso all’artigianato con con tutte le sue forze da Beppino». Dopo i saluti istituzionali di Furio Honsell, sindaco del Comune di Udine, e di Frano Iacop, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è stato proprio Paolo Della Mora, il figlio primogenito dello storico presidente, a ricordarne con emozione l'impegno in seno all'Unione Artigiani, vissuto fin dentro le mura di casa, «dove siamo cresciuti a pane e sindacato».