La denuncia

La denuncia di Federalberghi Fvg: «Sommerso turistico incontrollato»

La presidente Paola Schneider se la prende con Airbnb, il portale che mette in contatto domanda e ricerca di camere in affitto: in 4 anni le disponibilità on line sono cresciute di quasi 10 volte

Paola Schneider (© Diario di Udine)

UDINE - Paola Schneider, presidente regionale degli albergatori del Friuli Venezia Giulia evidenzia il quadro preoccupante sul fenomeno del sommerso turistico. Con l'obiettivo di richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sul dilagare incontrollato dell'abusivismo e della concorrenza sleale nel settore ricettivo, Schneider evidenzia come in Regione gli alloggi in vendita su Airbnb (portale on line che mette in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono uno spazio extra da affittare, generalmente privati) siano passati dai 191 del 2012 ai 1.647 del 2016.
Nella sola provincia di Udine risultano disponibili circa 750 alloggi gestiti dal portale, ma anche a Trieste, in particolare nelle aree centrali della città, dove peraltro l’offerta ricettiva è più che soddisfacente, l’abusivismo è in crescita. Fenomeno, afferma anche Cristina Lipanje, presidente di Federalberghi Trieste, che probabilmente trae linfa dal crescente appeal turistico della città, veicolato  attraverso una comunicazione abbastanza strutturata.

Le perplessità di Schneider
Gli alloggi in regione sono solitamente affittati tutto l’anno. Circa il 60% di questi vengono gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio (diversi i soggetti che ne gestiscono 10, 20 e oltre). Secondo Federalberghi Fvg è particolarmente grave il fatto che nella maggioranza dei casi l’attività dei privati non è una occasionale fonte integrativa del reddito, ma rappresenta un business con evidenti ricadute negative sul sistema economico derivante dalla situazione di irregolarità legata al sommerso.
Schneider richiama l’attenzione sulle quattro «grandi bugie» della cosiddetta sharing economy: non è vero che si condivide l'esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all'affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno; non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all'anno; non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi, autentici professionisti del «sommerso»; non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati sia nelle città che nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali.

Il doppio inganno
Federalberghi Fvg sottolinea come il consumatore venga ingannato due volte: da un lato viene tradita la promessa di vivere un'esperienza autentica. Dall’altro vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività e del mercato. Il danno è rilevante non solo per le imprese aderenti a Federalberghi, conclude Schneider, ma anche per coloro che gestiscono in modo professionale e corretto, anche dal punto di vista fiscale, le nuove forme di accoglienza. Vi è quindi assoluta necessità di intensificare i controlli per assicurare legalità e trasparenza, anche a tutela dei consumatori.