Non più uno sporadico episodio

Casette dell'acqua prese d'assalto. Altro furto a Pradamano

Già una settantina i colpi fra Veneto Orientale e Friuli. Per pochi spiccioli recano molti danni: già 30 mila euro alla sola società Chiara Acqua di Pradamano

PRADAMANO - Ennesimo furto nella serata del 18 ottobre alle casette dell'acqua. Il quarto in due mesi nella sola Pradamano. Fortunatamente questa volta il colpo è stato esiguo e i danni alla struttura limitati: scardinate alcune assi in legno e prelevate monete per un totale di 50 euro.

Non più uno sporadico episodio
«Siamo davvero stufi» ha commentato Daniele Nonino, socio di Chiara Acqua, società proprietaria dell'impianto. L'impressione è che non sia più uno sporadico episodio ma un vero e proprio sistema di microcriminalità, atto a soddisfare le piccole necessità di qualche delinquente. Dal mese di giugno sono già una settantina le casette dell'acqua colpite fra Veneto e Friuli.

I danni
Ma più del denaro sottratto, quello che sta rendendo difficile la vita delle aziende occupate nel settore, sono i danni recati alle strutture che spesso ammontano a migliaia di euro. «Le somme depredate sono davvero misere rispetto ai danneggiamenti recati – spiega Marco Perissini, direttore del gruppo Chiara Acqua -. Le gettoniere vengono svuotate di settimana in settimana e in genere i malviventi sanno che si devono accontentare di poche decine di euro». Ora, oltre a riparare i danni, alla società di Pradamano non resterà altro che investire in sicurezza.

Cosa fare
«La videosorveglianza non basta più a scoraggiare queste effrazioni. Stiamo provvedendo ad una serie di accorgimenti. L'obiettivo principale è quello di eliminare il denaro in contante dal nostro sistema di distribuzione. Poco alla volta – chiarisce Perissini - sostituiremo tutte le gettoniere presenti nelle casette, con un sistema di erogazione che prevede solo l'utilizzo di una tessera magnetica, ricaricabile nei centri convenzionati dei paesi dove siamo presenti. Un processo di innovazione, in software e macchinari, che comporterà ulteriori investimenti da parte del nostro gruppo, - conclude - ma che si è reso necessario dopo danni che ammontano a circa trentamila euro».