XII Forum mitteleuropeo dell'Euroregione aquileiese

Serracchiani: «Il Fvg continui a essere regione di relazioni internazionali»

Per la governatrice è fondamentale dialogare con tutti i mondi, vicini e lontani dal nostro contesto culturale

Debora Serracchiani (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - «La Regione ha un compito da assolvere in questo contesto storico: mantenere e rinsaldare le relazioni internazionali in essere e svilupparne di altre». E' questo in sintesi uno dei concetti espressi dalla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in occasione del XII Forum mitteleuropeo dell'Euroregione aquileiese 'Europa:
dall'Atlantico agli Urali o fra l'Atlantico e gli Urali? Sorti e destini di una civiltà'  che si è svoltonella sede della
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Udine, alla presenza di numerose delegazioni straniere.

«Siamo qui - ha precisato - con spirito di collaborazione e ci candidiamo come Regione ad ospitare sempre di più iniziative di questo tipo perché è fondamentale dialogare con tutti i mondi, vicini e lontani dal nostro contesto culturale».
Nel sottolineare il significativo parterre internazionale presente al forum, la presidente ha ribadito quanto siano importanti per il Friuli Venezia Giulia, per la sua posizione geografica, per la sua storia, le relazioni internazionali.
Serracchiani ha richiamato le azioni poste in essere e i risultati ottenuti in questi tre anni anche grazie alla collaborazione con Mitteleuropa, l'associazione nata nel 1974 con l'intento di promuovere il dialogo sociale, culturale ed economico fra Paesi centro-europei e tra questi e l'Italia.

«Siamo l'unica Regione italiana ad avere sottoscritto un trattato bilaterale con la Baviera e ad aver raggiunto accordi con la
Repubblica Islamica dell'Iran
- ha rilevato -. Abbiamo ottenuto risultati importanti in un contesto internazionale sempre più
complesso con strumenti che spesso la diplomazia ha utilizzato quali, ad esempio, quelli della cultura
».
La presidente ha infatti spiegato come, attraverso l'operazione culturale Archeologia ferita, realizzata con la Fondazione
Aquileia, sia stato possibile avvicinare  mondi lontani e creare relazioni non solo di tipo culturale, «legami che si sono trasformati in rapporti politici, di amicizia e collaborazione».