Con Bini solo un bluff?

A volte ritornano...le manovre di Tondo con l'obiettivo Trieste

L'ex governatore Fvg, da tempo predica la necessità di un marcato rinnovamento generazionale, salvo poi sconfessarlo con il suo incipiente presenzialismo sui media «ufficiali» e sui social.

Renzo Tondo «colpito» dal graffio di Linda (© Diario di Udine)

UDINE - A volte ritornano. Anche se vorrebbero nascondere il vero obiettivo della loro smania di apparire. Di chi parliamo? Ad esempio dell’ex presidente della Regione, Renzo Tondo, che da anni predica la necessità di un marcato rinnovamento generazionale, salvo poi sconfessarlo con il suo incipiente presenzialismo sui media ‘ufficiali’ e sui social. Si, Tondo sta bluffando perché dice fare spazio ai giovani, di aprirsi a volti nuovi della società civile, ma in realtà tanto agitarsi nasconde il suo grande desiderio di rimanere nell’agone politico, possibilmente con un ruolo da protagonista. Quale?

Un Tondo sempre più presenzialista
Dunque: nelle ultime settimane abbiamo assistito a un crescendo di suoi interventi a tutto campo: si occupa di Udine, di pedonalizzazione, entra un po’ a gamba tesa sul caso Regeni e prende le distanze sia da Dipiazza sia da Pd e, dulcis in fundo, ha iniziato a sponsorizzare post su Fb con le sue proposte. E’ combattivo, polemico e non disdegna lo scontro. Un esempio?  Questo il suo esordio in una lunga disamina sul Comune di Udine: «Prigioniere dei più veteri stereotipi di sinistra e di un provinciale politically correct, le giunte guidate da Honsell hanno trasformato, nel breve giro di otto anni quella che era la capitale del Friuli, in un malriuscito assemblaggio di sgangherati quartieroni». Un attacco, quello di Tondo, senza precedenti. Per carità, in politica ci sta eccome, soprattutto tra avversari. Tuttavia, ci sarebbe piaciuto che lo stesso rigore, la stessa grinta, la stessa inclemente capacità analitica, Tondo l’avesse messa in campo per criticare e attaccare la terribile vicenda carnico-tolmezzina che ha portato al crac di Coopca. Invece…

Il ‘giochetto’ nei confronti di Bini
Insomma, piaccia a no Tondo sta studiando nuovamente da presidente della Regione. Non lo dice, ma lo si capisce. Anche se fa finta – ed è un altro bluff – di appoggiare quel Sergio Bini che inizialmente si è fidato dell’ex governatore. Gli azzurri sostengono che sia stato addirittura Tondo a convincere il presidente di Euro&Promos a scendere in campo. L’obiettivo probabilmente è quello di fargli fare da apripista, ‘usarlo’ per poi dargli il benservito. Se poi l’alternativa a Bini dovesse essere l’azzurro Riccardo Riccardi, apriti cielo: Tondo sarebbe pronto all’ennesimo scontro fratricida cui il centrodestra ci ha abituati in Fvg da almeno un paio di decenni.
Insomma, le premesse per un rassemblement dell’area anti-Serracchiani sono tutt’altro che incoraggianti. Come sempre ognuno fa per sé, con buona pace di Fedriga che attende l’outsider cui regalare lo scettro della candidatura alla presidenza della Regione che lui aborre e che per adesso ha accettato per spirito di servizio nei confronti di Salvini.