Situazione critica

L'Europa mette a rischio la raccolta latte in Carnia

A rischio il conferimento di 11 centri di raccolta che servono 32 piccoli allevatori. Ma per l'assessore Shaurli una soluzione esiste, copiando quanto fatto dal Trentino

Ci sono problemi per la raccolta latte in Carnia (© Adobe Stock)

UDINE – E’ a rischio la raccolta latte in Carnia. In particolare, a violare le norme europee sarebbero 11 centri di raccolta che servono 32 piccoli allevatori. La questione è stata affrontata lunedì in II Commissione del Consiglio regionale dall’assessore alle risorse agricole Cristiano Shaurli.
La richiesta, formulata da alcuni consiglieri tra i quali Barbara Zilli (LN) che l'ha illustrata, parte dalle notizie di stampa in base alle quali alcune stalle a conduzione familiare sarebbero a rischio perché non rispetterebbero le norme Ue sulla trasformazione del latte. ‘Quali regole non verrebbero rispettate? Ci sono criticità in altre zone della regione? Qual è la situazione generale? Cosa si intende fare?’, sono le istanze presentate alla Regione.

Shaurli ha spiegato l'entità del problema 
L'assessore Shaurli ha intanto inquadrato la situazione: il problema riguarda 11 centri di raccolta del latte dove vengono conferiti anche solo 10 litri al giorno, fino a poco più di 100. Sono spazi di stoccaggio come ex latterie, ma anche ex scuole, edifici dove il latte viene depositato temporaneamente e quindi ritirato da un mezzo apposito. Centri come questi sono già stati chiusi in tutta la regione, sono rimasti in montagna con delle proroghe (che non possono essere concesse all'infinito) proprio per venire incontro a quelle realtà.
Ci sono problemi reali, quali il fatto che il latte raccolto non viene in molti casi refrigerato ed essendo conferito collettivamente in un unico contenitore, da una parte non è tracciabile e dall'altra, se presenta qualche imperfezione si trasmette all'intero prodotto.

La soluzione esiste ed è già stata adottata in Trentino
La soluzione esiste ed è già stata adottata con successo in Trentino-Alto Adige: viene fornito ai piccoli allevatori un contenitore trasportabile, che all'interno contiene un nucleo refrigerante che porta in modo graduale il latte alla temperatura giusta; il contenitore viene lasciato nel centro di raccolta e grazie a un bocchettone del quale è dotato il latte può essere prelevato in sicurezza. Si garantiscono quindi la tracciabilità del prodotto e la possibilità di fare controlli preventivi.
L'alternativa è ridurre drasticamente i centri di raccolta e mettere a norma Ue quelli individuati, con i costi che questa operazione comporta.
«Non mancherà l'impegno pubblico - ha assicurato Shaurli - e nel frattempo faremo un'ulteriore proroga per darci il tempo di fare un'analisi delle esigenze azienda per azienda, individuare la migliore soluzione e, nel caso si optasse per i contenitori, decidere chi potrebbe acquistarli per fornirli in comodato ai piccoli allevatori».