L’analisi del voto

Altra batosta per il Pd, che vacilla a Monfalcone e Codroipo

Dopo Trieste e Pordenone, altri due schiaffi. Certo, siamo al primo turno, ma tutti gli indizi giocano a favore della doppia vittoria del centrodestra.

Debora Serracchiani (© Diario di Udine)

UDINE - Dopo Trieste e Pordenone, altri due schiaffi. Certo, siamo al primo turno, ma tutti gli indizi giocano a favore della doppia vittoria del centrodestra a Codroipo e Monfalcone. Insomma, per il Pds (Partito della Serracchiani) ‘mala tempora currunt’. Dovesse finire come al primo turno, la ‘zarina’ avrà un motivo in più per evitare di confrontarsi alle regionali del 2018 e prenotare immediatamente un biglietto di sola andata per Roma, ammesso e non concesso che sua maestà Renzi glielo consenta.

Pesa l’incapacità di parlare alla gente?
E’ vero che in Fvg, come in Italia e come in Europa, chi governa tende a perdere. In tempi di crisi, le scelte di chi sta al potere, sono soprattutto impopolari. Ma nel caso dell’arretramento del Pd in Fvg c’è evidentemente dell’altro. C’è ad esempio la miope e ottusa prepotenza della riforma degli enti locali e della nascita di 18 mini Province chiamate Uti. C’è una riforma della sanità calata dall’alto. C’è una smania riformatrice della maggioranza che guida la Regione che sa tanto di gara con il movimentismo renzista. C’è l’incapacità di parlare e farsi ascoltare dalla gente.

Il ghota del Pd non può fare finta di non vedere
C’è un partito, il Pd, che fa finta di nulla nonostante perda in Fvg quasi 800 tesserati l’anno. E’ guidato dal cerchio magico della stessa Serracchiani che ha trasformato il partito (ve la ricordate il suo intervento a favore della democrazia interna e del rinnovamento che la rese famosa?) in una rivisitazione del vecchio Pci dove regna l’ortodossia e il dissenso è messo all’angolo. Un partito – nelle intenzioni di Renzi – che avrebbe dovuto fare piazza pulita dei ‘vecchi’, ma che sta rottamando soprattutto i tanti giovani che gli stanno voltando le spalle. E c’è una presidente che ormai tutto l’apparato regionale definisce intransigente, dura, poco propensa al dialogo e al confronto.
Ribadisco che siamo soltanto al primo turno. Ma il ghota del Pd non può fare finta di non vedere che la famosa spinta propulsiva non c’è più perché si è smarrita dentro una logica di un partito che è sempre più un comitato elettorale e sempre meno un luogo dialettico di confronto, analisi, crescita e sintesi. In questo è in buona compagnia con tutte le altre forze politiche italiane ormai tutte in dissolvenza.