Serracchiani, per ora, tace

Per il Pd Fvg è «sprofondo rosso»

Dopo Trieste e Pordenone, anche le ultime elezioni amministrazione sono state un disastro per il partito. Ora la segretaria Grim rischia davvero di saltare. Al suo posto Martines o Shaurli

Il graffio di Linda sl Pd del Fvg (© Pd)

UDINE - E’ già tutto accaduto. E il tragicomico è che nel Pd pochissimi se ne sono resi conto. E dunque si va avanti così. Nell’imbarazzante silenzio di un partito allo sfascio. Nella latitanza di Serracchiani che fa lo struzzo. Nel cupio dissolvi del direttivo regionale che attende l’esito dei ballottaggi prima di tentare un’impietosa analisi. Nella rabbia incipiente della base del partito che sa di contare sempre meno. Nel ‘chi li ha visti’ di deputati e senatori scollegati dal territorio. Nell’impietoso dato dei circa 800 iscritti in meno ogni anno. Insomma, per il Pd del Fvg è ‘sprofondo’ rosso.

Monfalcone e Ronchi sono un segnale chiaro
Ci stava la sconfitta di Pordenone dopo che il Pd aveva giubilato il suo sindaco uscente. Ci stava forse anche quella di Cosolini a Trieste, città imprestata al centrosinistra. E ci sta, in parte, anche l’esito del primo turno a Codroipo, dove Pd e affini sono riusciti a far risuscitare il politico di professione Fabio Marchetti, che ha perfino ricucito l’armata Brancaleone del centrodestra offrendo un prezioso assist a Riccardi in chiave Regione. Ma non ci possono stare le bastonate di Monfalcone Ronchis dove il centrosinistra sfiorava il 70 per cento.

Martines o Shaurli al posto di Grim?
Eppure, nessuno tira la leva dell’allarme. Nessuno invoca un vertice chiarificatore. Nessuno osa attaccare la Serracchiani, prima responsabile del vertiginoso arretramento del Pd, nonostante la nostra  per mesi abbia goduto di un ineffabile appoggio della stampa che conta e che pure, nei giorni scorsi, in una disamina politica non è riuscita a porla sul banco degli imputati. Su quel banco, invece dovrebbe finire la segretaria regionale, come spiega oggi molto bene il notista politico Marco Ballico. Del resto, una vittima sacrificale bisogna trovarla. E la Grim rappresenta l’anello debole di una catena sempre più arrugginita. Già, Serracchiani potrebbe essere costretta a immolare un componente del suo cerchio magico. Peccato che al posto della Grim – in nome di una pervicace ostilità al cambiamento – potrebbe arrivare Francesco Martines, ottimo amministratore, pretoriano di Serracchiani ma estremamente camaleontico,  politicamente disinvolto. E non tanto amante del Pd. Ma nei corridoi circola anche il nome dell’assessore regionale Cristiano Shaurli.

Non è un problema di persone, ma di azione politica
Insomma, toccasse a Martines o, come alcuni vaticinano, all’assessore Shaurli sostituire la decotta Grim, non ci sarebbe alcuna interruzione di schema. Quello di un partito che ha smarrito anima e iscritti, che rinnega il confronto interno, che persegue la logica renziana dello smantellamento della dialettica interna, ce ama l’uomo solo al comando, che non digerisce il dissenso, che ha mortificato l’iniziale entusiasmo di migliaia di giovani iscritti che se ne sono andati. Lei, capo del partito del Fvg,  numero due di quello nazionale e governatrice del Fvg, tace. Dopo il doppio tonfo alle amministrative di Pordenone e Trieste aveva incalzato il partito a ritornare sul territorio. Ma l’unica presenza che si è notata è quell’improvvida follia del Pd sulle Uti.