25 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Verso il 2018

Parisi smentisce Salvini, e a Fedriga...va bene così

L’ex candidato sindaco di Milano ha detto che il segretario del Carroccio in Fvg non può essere il candidato presidente del centrodestra in regione
Massimiliano Fedriga
Massimiliano Fedriga Diario di Udine

UDINE - Stefano Parisi, l’uomo del destino berlusconiano incaricato di reinventare un centrodestra vincente, durante la sua visita a Udine ha incorniciato l’assist più bello per il segretario regionale della Lega Nord del Fvg, Massimiliano Fedriga. L’ex candidato sindaco di Milano ha detto cioè, apertis verbis, che Fedriga non può essere il candidato presidente del centrodestra in regione, in ciò smentendo i ripetuti annunci del leader maximo della Lega, Matteo Salvini. Del resto, la discesa in campo di Parisi è nata proprio in chiave anti-Salvini, considerato troppo lepenista, populista, putiniano e da ieri anche trumpiano. In breve, Parisi si dice certo che il leader del centrodestra dovrà essere un moderato e non un leghista, a Roma come a Trieste.

Una candidatura nata un anno fa
Salvini ha lanciato la candidatura di Fedriga circa un anno fa. All’epoca, il capogruppo dei deputati del Carroccio aveva semplicemente commentato di essere ‘un soldato della Lega’ e come tale avrebbe ‘obbedito’. Ma non si era certo spellato le mani per l’investitura. Salvini era poi tornato alla carica più volte, al punto tale che la sua sponsorizzazione a spot ha preso il sapore di un ‘promoveatur’…Alla fine, il buon Fedriga si era detto pronto a sfidare Serracchiani o a chi per essa. Ma si sa che in politica, più ancora che nella vita ‘normale’, mentire agli altri è più che legittimo. Più difficile è farlo con se stessi.

Fedriga sta bene dove sta
Insomma, Fedriga non ha alcuna intenzione di correre per la Regione. E lo ha pure confidato senza remore ad alcuni esponenti del centrodestra, che ce lo hanno confermato. Del resto, chi glielo farebbe fare di lasciare Roma per Trieste, abbandonando i salotti buoni, le (tante) comparse in Tv,  rinunciando a una parte (cospicua) di euro per un incarico – quello di governatore – che comporta (chiedetelo alla ‘zarina’) impopolarità e impegno h24? No, Fedriga sta bene dov’è. E attende che dal puzzle del centrodestra venga scelto un candidato che ponga fine alla vicenda. E se Salvini dovesse insistere, ecco che potrebbe spuntare il nome di Pietro Fontanini, che non solo di recente si era detto disponibile a correre per la Regione, ma che ha un profilo moderato che potrebbe mettere d’accordo anche gli anti-Lega. E c’è pure dell’altro.

Da qui al 2018 c’è tanto tempo
Alle  viste c’è  il congresso  nazionale della Lega dove Salvini potrebbe dover fare i conti con Maroni, Zaia e Bossi, tanto per fare alcuni nomi. Da qui al 2018 c’è tanto tempo e tutto, nella politica italiana, può ancora accadere. Proprio per questo l’assist di Parisi a Fedriga è stato tanto scontato quanto prevedibile, e non può avere meravigliato gli osservatori più attenti. Ed è stato un assist che fa il paio con il noblesse oblige di Fedriga nei confronti dei desiderata del suo capo milanese. Fedriga – statene certi - in cuor suo ringrazia e benedice Parisi.