8 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Turimso e cultura

Torrenti, il catalogo dei musei diocesani come strumento di promozione

Una guida da poter seguire per scoprire la storia dei Musei diocesani, meta di visitatori e studiosi da tutto il mondo, un fiore all'occhiello della proposta culturale del Friuli Venezia Giulia

UDINE - «Un volume prezioso, che riesce a riportare e a esprimere la qualità dei reperti artistici custoditi nel Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, e promuove questi beni favorendo la conoscenza del patrimonio artistico». Così l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, in occasione della presentazione del libro, ha commentato il primo Catalogo generale che illustra e descrive i musei Diocesani e le opere che sono custodite nel palazzo Patriarcale, ora arcivescovile, di Udine.

Si tratta infatti di una accurata e minuziosa guida al percorso che i visitatori possono seguire nel complesso arcivescovile e rappresenta uno strumento di promozione culturale e turistica.
Come ha infatti ricordato l'arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, i Musei diocesani, che affondano le radici agli inizi del Novecento, sono meta di visitatori e studiosi da tutto il mondo e sono un fiore all'occhiello della proposta culturale del Friuli Venezia Giulia.
Di recente, per esempio, sono giunti ospiti da Gran Bretagna e Giappone e sono tante le scolaresche che hanno potuto arricchire il loro bagaglio di nozioni e di emozioni generate dalla storia dell'arte, ammirando gli affreschi di Giovambattista Tiepolo o i dipinti di Palma il Giovane, Giovanni Battista Grassi o di Bernardino Luini.

Emozioni e conoscenza, come ha sostenuto Torrenti, che possono scaturire anche dalla lettura del catalogo, occasione per un affascinante viaggio nella storia del museo e tra le opere che vi sono custodite. Realizzato con il sostegno della Regione, come hanno ricordato il direttore del Museo Diocesano, Giuseppe Bergamini, il quale ne è il curatore assieme a Luciana Marioni Bros, e gli altri intervenuti, il volume è un manifesto della valenza artistica dei reperti e del complesso che li ospita. Complesso, nel quale il Museo ha sede oramai da vent'anni.
La realizzazione del catalogo è anche stata occasione per gli esperti per rivisitare, studiare, e ove possibile restaurare il patrimonio di arte e cultura, espressione della storia e della vita della comunità locale, che trovava nell'arte sacra una sintesi puntuale. Nelle 340 pagine del Catalogo, assieme alla descrizione dei contenuti artistici del palazzo Patriarcale, gli affreschi del Tiepolo, sono illustrate le opere pittoriche, capolavori di scultura lignea, dell'oreficeria e alte testimonianze artistiche di devozione popolare provenienti dalle chiese dell'arcidiocesi.

Come ha ricordato Bergamini, nel 1976, il museo divenne il punto di riferimento sul territorio per la raccolta delle numerose opere d'arte provenienti dalle chiese distrutte o danneggiate e consentì di studiare, valorizzare, restituire alla fruizione pubblica migliaia di dipinti, sculture, mobili, argenteria, suppellettili, e altri reperti di arte sacra delle chiese dell'arcidiocesi di Udine.