22 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Riorganizzazione del servizio postale

Panontin, la collaborazione con Poste Italiane prosegue

Poste Italiane ha illustrato le novità nei rapporti con le istituzioni locali, introdotte dal nuovo contratto di programma siglato con il ministero dello Sviluppo economico; prevista anche una gestione non conflittuale dei futuri piani di razionalizzazione della rete
Paolo Panontin (Assessore regionale Autonomie locali e Coordinamento Riforme, Comparto unico, Sistemi informativi) all'incontro con Poste Italiane
Paolo Panontin (Assessore regionale Autonomie locali e Coordinamento Riforme, Comparto unico, Sistemi informativi) all'incontro con Poste Italiane Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «Abbiamo segnato un'altra tappa per l'attuazione della collaborazione tra Regione e Poste Italiane,
già fissata con la sigla del protocollo d'intesa a fine 2014, per individuare i servizi che meglio rispondono alle esigenze dei cittadini e dell'amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia: ci sono potenzialità e margini di sviluppo interessanti»
. Lo commenta l'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, al termine dell'incontro che si è tenuto nella sede della Regione a Udine e che è stato richiesto da Poste Italiane per illustrare le novità nei rapporti con le istituzioni locali, introdotte dal nuovo contratto di programma siglato tra la spa e il ministero dello Sviluppo economico. In vigore dall'1 gennaio 2016, il contratto prevede, tra l'altro, una gestione non conflittuale dei futuri piani di razionalizzazione della rete di uffici postali.

Pur essendo un'azienda in utile, Poste Italiane per arginare le perdite del settore del recapito (568 milioni nell'ultimo anno) ha avviato la riorganizzazione del servizio: in una porzione del territorio ove risiedono il 23,2 per cento dei cittadini - aree a minore densità e più costose da servire - è partito il nuovo modello di recapito a giorni alterni. Al 31 ottobre 2016 in Friuli Venezia Giulia sono 76 i comuni che sono stati toccati dalla riorganizzazione. A fronte dei risparmi che si genereranno, l'azienda prevede di concludere entro il primo semestre del 2017 la copertura al 100 per cento con il postino 'telematico', il portalettere dotato di palmare in grado di offrire a domicilio i servizi principali dell'ufficio postale.

I funzionari centrali e territoriali di Poste Italiane hanno reso noto anche - presente all'incontro anche il segretario regionale di Anci, Alessandro Fabbro - che l'azienda sta lavorando per minimizzare l'impatto dei piani di razionalizzazione della rete di uffici postali, continuando il dialogo con il territorio. A tal fine, oltre ad aver sospeso il piano 2015, l'azienda non ha presentato il piano per il 2016 per evitare sovrapposizioni in vista del nuovo modello, avviando incontri territoriali con le Regioni e Anci territoriali per monitorare la qualità del recapito a giorni alterni. Il nuovo piano verrà presentato nel 2017, solo previo confronto con le amministrazioni regionali, ha assicurato il responsabile dei Rapporti istituzionali con la Pubblica amministrazione locale di Poste Italiane, Andrea Bellissimo.

«La presenza dell'ufficio postale è fondamentale soprattutto per certe zone del territorio e per alcune fasce della popolazione: non si tratta infatti solo di erogazioni di servizi, ma di una funzione che definirei sociale per le comunità più piccole e con molti cittadini anziani», ha spiegato il segretario di Anci Fabbro, aggiungendo che «tuttavia siamo disposti a ragionare sull'inserimento di nuove possibilità offerte dallo sviluppo delle tecnologie, purché siano condotte con sperimentazioni che precedano eventuali fasi di razionalizzazione degli uffici».