Il 14 dicembre

10 piccoli indiani: il capolavoro di Agatha Christie di scena a Palmanova

Il teatro accoglie in un abbraccio interminabile tutti e dieci i personaggi, colpi di pennello precisi e taglienti a rappresentare lo spirito di un'epoca - in tutti i casi e forse per fortuna – irripetibile

10 piccoli indiani: il capolavoro di Agatha Christie di scena a Palmanova (© GINEVRA SRL E 8P MANAGEMENT)

PALMANOVA - Cocktail, ambienti raffinati ed esclusivi, abiti eleganti, umorismo al vetriolo, atteggiamenti frivoli ed annoiati, trama oscura ed intricata, profumi inebrianti di femme-fatale senza scrupoli, macchiavellismo in doppiopetto: prendi tutti questi ingredienti, mescolali insieme e ottieni il minimo comun denominatore del successo mondiale di Agatha Christie; shakerati on-the rocks con una canzoncina per bambini (fattore che spopolerà nell'epoca dei thriller movie) ed ottieni il suo capolavoro: ‘Dieci piccoli indiani: e poi non rimase nessuno!’

La Regina del giallo
Dicevamo, se la Christie è considerata tutt'oggi ‘la Regina del giallo’ ed è la scrittrice inglese più tradotta al mondo un motivo ci dovrà essere; certamente un motivo molto forte ci fu quando la medesima, nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, rielaborava il testo di Dieci piccoli indiani adattandolo al teatro e cambiandone il finale. Vuoi il clima oppressivo del conflitto, vuoi le spinte che definirei disneyane d'oltre oceano, A.C. chiude i suoi dieci predestinati con un poco probabile lieto fine, che sembra frettoloso quanto inconciliabile. Ragion di stato che si perpetrerà anche alle pellicole cinematografiche degli anni in avvenire.

Versione originale
Si prende l'onere e l'onore di riproporre a teatro la versione originale dell'opera un cast d'eccezione per la regia di Ricard Reguant e che vede tra i protagonisti il ‘nostro’ Luciano Virgilio from Udine. Il teatro di Palmanova accoglie in un abbraccio interminabile tutti e dieci i personaggi, colpi di pennello precisi e taglienti a rappresentare lo spirito di un'epoca - in tutti i casi e forse per fortuna - irripetibile. Ritorna nel sottoscritto in maniera preponderante l'esigenza di un'arte plurisensoriale: paroloni che si riassumono nell'ambizione a far compagnia con un Martini-dry o un buon scotch ai presenti nel momento dei convenevoli d'arrivo. High class.

Personaggi
La segretaria che aspira alla scalata sociale, il Don Giovanni con papillon di rigore, l'avventuriero colonialista, il medico alcolizzato, la donna tutta d'un pezzo con una morale integerrima (di facciata), il generale frustrato in pensione, il giovane rampante ed immorale, un ex poliziotto corrotto, maggiordomo e cameriera trattati da tali ed un giudice che conosce i risvolti oscuri della vita di ognuno di essi. Si ci sono tutti. In una trappola di raffinata decadenza nella quale Agatha Christie cattura tutte le sue vittime, una ad una, donando ad ognuna di esse una morte superlativa.

Applausi interminabili
Serata indimenticabile con una chicca che va a chiudere un 2016 ricco di eventi per l'Ente Regionale Teatrale del Fvg che lascia i carichi da novanta per il gran finale: la settimana ventura difatti c'è Gabriel Garko con il suo ‘Odio Amleto’ in tre preannunciati sold-out. E finale con applausi interminabili per il cast che si presenta alla platea nella miglior tradizione old-school. Il teatro si svuota ma viene voglia di rimanere ancora, quasi a ripercorrere ritualmente la messa in scena: restare per ultimi, in compagnia della vera star - Agatha Chrisite - in uno squisito omaggio di solitudine alla sua arte. E poi? E poi non ne rimase nessuno.