L'intervista

Rizzetto e il 'ni' a Fedriga con un occhio alle primarie

Il parlamentare boccia il pianto di Serracchiani e parla delle regionali del 2018. E sul Governo Gentiloni dice: "Entriamo in un territorio inesplorato"

Walter Rizzetto (© Rizzetto)

UDINE - Walter Rizzetto, 41 anni, eletto deputato in Friuli nel M5s, dopo un passaggio nel Gruppo misto oggi è parlamentare dei Fratelli d’Italia-Terra nostra. Era uscito con altri dieci deputati dal movimento pentastellato dopo un attacco da parte di Grillo che lo aveva duramente stigmatizzato per avere partecipato a una trasmissione in Tv. Dice che Fedriga sarebbe un ottimo candidato alla Regione, ma che forse è presto per parlare di candidature. E aggiunge che un accordo con Fi non è imprescindibile, come affermato da Romoli nell’intervista rilasciataci qualche giorni fa.

Partenza scontata…Cosa pensa del pianto della Serracchiani?
«Innanzi tutto che sia da rispettare. Quando una persona manifesta un sentimento va assolutamente capita. Ma detto questo…»
Detto questo?
«Probabilmente sono lacrime un po’ da coccodrillo. Serracchiani ha fatto molti errori e forse su questo aspetto ha riflettuto poco. E in ogni caso chi fa politica, specie di questi tempi, deve essere corazzato».
A Roma lei non ha votato la fiducia. Cosa accadrà adesso?
«Entriamo in un territorio inesplorato, inedito».
In che senso?

«Nel senso che il governo Gentiloni è una copia mal riuscita di quello Renzi e che siamo di fronte soltanto a una continuità in termini di potere, come dimostrato gli incarichi a Lotti e alla Boschi».
Territorio inesplorato, diceva…
«Certo, servono elezioni quanto prima e dunque serve una legge elettorale. No sono così folle da dire che l’Italicum va bene. E va cambiato perché incostituzionale. Va cambiato prima della sentenza della Corte costituzionale».
Ma il vostro alleato Salvini non la pensa così e dice di andare subito al voto, con qualsiasi legge elettorale.
«Sono posizioni sue. In seno alle forze politiche alleate ci sono opinioni non divergenti ma parallele. Io sono favorevole al voto, ma con un a nuova legge elettorale».
Veniamo al Fvg. Fedriga candidato del centro destra nel 2018…
«Mi piacerebbe, lo conosco piuttosto bene. E’ uno che lavora bene e sodo».
Romoli si dice contrario alle primarie. Lei?
«Io sono invece assolutamente a favore».
Fi-Lega: accordo imprescindibile per vincere, dice ancora Romoli.
«Quando qualcuno parla di imprescindibilità ricordo che a Roma Meloni ha corso senza l’appoggio di Fi. Vede, gli accordi devono essere biunivoci. Inoltre, oltre che alla coalizione io guardo alle persone».
Troppo presto allora per parlare di candidati?
«Può essere, ma osservo che alcuni stanno già scaldando i motori. Penso a Fedriga, ma anche a Bini e Riccardi. Ripeto: forse è un po’ presto per parlare di candidature».
Pochi stanno parlando del M5s anche in Fvg. Eppure…
«Concordo, il M5s va tenuto in seria considerazione anche se la loro politica regionale mi pare un po’ latitante. Non vorrei che si sentissero al sicuro pensando più al voto di opinione piuttosto che alle persone. Mi auguro comunque che risolvano i loro problemi»
Ritiene possibile un accordo tra Centro destra e il movimento di Grillo?
«Lo reputo inimmaginabile».
Se fossi rimasto nei 5 Stelle saresti stato il loro candidato. Rimpianti? 
«Assolutamente no. Ho lasciato il movimento consapevole di quello che facevo. Sono tornato nel mio alveo naturale: sono nato a destra con il Fronte della Gioventù. Se avessi battuto i tacchi e avessi seguito le indicazioni del Movimento sarei stato ricandidato e in un seggio sicuro. Ora sarà più dura in un partito che gravita attorno al 3,5%. Questo dimostra che la politica non è solo soldi e poltrone. Non ho rimpianti: ho fatto una scelta di dignità»