L'intervento

"La sedia è stata smantellata perché nessuno se n'è fatto carico"

L'ex sindaco di San Giovanni al Natisone, Franco Costantini, esprime tutto il suo rammarico per l'esito della vicenda. E svela un particolare: "Ho provato a portare la grande sedia nel mio Comune, ma invano"

Franco Costantini al momento del ritorno della sedia nel Manzanese (© Noacco)

MANZANO – Quando la grande sedia di Manzano è stata portata nel Triangolo della Sedia, vent’anni fa, lui era sindaco di San Giovanni al Natisone. All’epoca si era battuto per portarla nel suo Comune, ma alla fine Manzano la spuntò. Oggi Franco Costantini guarda con rammarico allo smantellamento del manufatto, non nascondendo un certo disappunto per l’esito della vicenda. «La sedia è stata abbandonata a sé stessa: c’è stato un certo menefreghismo da parte delle istituzioni».

La sedia era stata realizzata da Promosedia. All’epoca, l’inizio degli anni ’90, dopo un suo posizionamento a Udine, fu deciso di riportarla nel Triangolo della Sedia e quindi nell’area del Manzanese. Costantini si fece avanti, disposto a spendere 25 milioni di vecchie lire per portarla nella zona della Brava, facendola diventare la porta d’ingresso al Triangolo della Sedia da chi proveniva da Palmanova e dal casello autostradale. «Quando Manzano seppe della mia proposta fece di tutto per opporsi, e alla fine la spuntò».

Promosedia chiuse i battenti e nessuno stabilì mai a chi spettasse la manutenzione della grande sedia. «L’opera è stata abbandonata, un po’ per il disimpegno di Promosedia, un po’ per il menefreghismo degli imprenditori e degli amministratori di Manzano. E’ un peccato, visto che con poco la sedia avrebbe potuto avere ancora vita lunga. Dispiace – aggiunge Costantini – in quando era il simbolo del Triangolo della Sedia. Già la crisi ha messo in ginocchio quest’area produttiva, se poi ci aggiungiamo anche l’incuranza verso uno dei suoi simboli, non è stato certamente lanciato un bel segnale. Questo fa ancora più rabbia – conclude – se si pensa che in realtà il Distretto è in grado di esprimere ancora grandi eccellenze, e nonostante un ridimensionamento, è riconosciuto a livello internazionale per la grande qualità delle sue produzioni».