22 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Il 23 dicembre

Bob Sinclar: il Re al Royal

Per il suo rilancio il Royal di Pordenone non poteva puntare quindi su un cavallo più vincente
Bob Sinclar: il Re al Royal
Bob Sinclar: il Re al Royal

PORDENONE - Tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000 la Francia è stata il centro del mondo per quanto riguarda la disco music. Il regno della cosiddetta house francese ha visto i suoi migliori paladini fare scorribande in tutti i più prestigiosi club del globo per alcuni anni; nascevano etichette indipendenti a proporre il "french-touch" come marchio di fabbrica; Les Bains-Douches, Rex Club, Buddha Bar (per citarne qualcuno) erano i locali di moda di riferimento per tutti. Ed i djs transalpini, di conseguenza, i più richiesti: Martin Solveig, David Guetta, Etienne de Crecy, Alex Gopher. Ma se dobbiamo fare un nome, se ne ricorderemo qualcuno, se bisogna eleggere un Re, ebbene questi portava il nome di Bob Sinclar.

Grandeur
Ed è così che Bob Sinclar si carica già a inizio carriera di un alone mistico e (neanche a dirlo) di grandeur: presunto attore hard, fa girare la voce di esser figlio di un grande della disco dance francese dei 70's - Mark Cerrone - e storpia il suo nome sul riuscito personaggio di un film del medesimo periodo interpretato da un altro mito francese: Jean Paul Belmondo.

I suoi show sono strapagati
Il successo in patria e da lì in tutto il mondo è pressoché immediato: i suoi show vengono strapagati, Playboy lo blinda per le colonne sonore con contratti in esclusiva, non c'è discoteca che non faccia carte false per accaparrarsi una tappa delle sue interminabili tournée. Contratti faraonici per la sua carriera mainstream e progetti underground di un certo spessore.

Il dj più pagato del mondo
Produttore, manager, playboy, icona, star, attore: Bob Sinclar diviene il dj più pagato del mondo. E quando il tocco francese (fisiologicamente) sta per finire la sua vena creativa, lui è già saltato da tempo dalla nave che affonda per approdare al mondo del pop dove raccoglie un pubblico ancora più vasto, naturalmente a scapito della qualità del prodotto offerto. Si esaurisce la parentesi di produzione di nicchia e la disco che propone ammicca ai jingle dei cellulari. E poi Billionaire, pubblicità, comparsate televisive. Bob Sinclar è diventato una macchina da soldi. I suoi colleghi spariscono dal circuito e le capitali della musica da club ritornano ad essere Londra, Ibiza, Miami, Berlino.

Cavallo più vincente
Per il suo rilancio il Royal di Pordenone non poteva puntare quindi su un cavallo più vincente del sopracitato. Parcheggio strapieno, biglietti a ruba in prevendita, tavoli esauriti, alle ore 1.50 dell'antivigilia di Natale il dj francese sale regalmente in consolle. E' un delirio, e decisamente prevedibile. Per oltre due ore si balla i nuovi successi di Monsieur Bob Sinclar, con un repertorio di immediato ascolto e che strizza l'occhio ai successi da hit parade sapientemente remixati.

Love generation, a chiudere, la cantano tutti
Quasi un inno nazionale. E per i nostalgici? Si, forse un po' di delusione, perché di house vecchia maniera neanche l'ombra. La french house è morta, dicevamo. Ma il Re non è morto, anzi, è in splendida forma: le roi est mort, vive le roi! Vive le Roi! Vive le Royal! E vive Bob Sinclar!