A Cave del Predil

Ceneri radioattive dalla centrale a biomasse: l'ambiente non è stato contaminato

Il sindaco Carlantoni convoca una conferenza stampa per spiegare la situazione. "Il Cesio 137 è rimasto nei residui del cippato nella centrale. Non c'è stata contaminazione"

L'abitato di Cave del Predil (© Diario di Udine)

TARVISIO – Ha anticipato tutti il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni. Prima che la notizia si diffondesse tra la popolazione, ha indetto una conferenza stampa per chiarire una vicenda che avrebbe potuto creare preoccupazione e panico tra la gente. Nei giorni scorsi è stata rilevata una quantità di Cesio 137 (elemento radioattivo, presente in misura 5 volte superiore al consentito) fuori dalla norma nelle ceneri derivanti dalla combustione del cippato nell’impianto a biomasse di Cave del Predil. Per questo ha disposto subito ulteriori approfondimenti per valutare la salubrità dell'aria e dell'ambiente circostanti. A essere contaminati sono stati 20 mila kg di cenere. 

Una situazione che ha messo in allarme i gestori dell’impianto (la Cms di Bologna, società consorziata Euro&Promos), l’Arpa, l’azienda Sanitaria, i Vigili del Fuoco, l’Ispettorato del Lavoro, la Provincia di Udine e la stessa amministrazione comunale. Quest’ultima, per scrupolo, prima di mettere in atto azioni drastiche (come l’evacuazione del paese) ha svolto degli approfondimenti, incaricando un perito esterno di verificare la qualità dell’aria attorno alla centrale. «Non è stato rilevato alcun problema – ha assicurato il sindaco Renato Carlantoni – e quindi vogliamo rassicurare gli abitanti di Cave del Predil. Evidentemente il Cesio 137 era contenuto in una parte del materiale impiegato nei giorni scorsi nella centrale». La sostanza nociva non è uscita dalla centrale, ma è rimasta solo nella cenere depositatasi nei forni. Ora è scattata la procedura per lo smaltimento delle sostanze radioattive, e quindi nei prossimi giorni il residui del cippato saranno prelevati e smaltiti come prevede la procedura.

L’impianto, in attesa di ulteriori verifiche sulla provenienza del cippato contaminato, sta funzionando a gasolio. I controlli dei prossimi giorni consentiranno di fare luce sulla provenienza del materiale bruciato che per contratto deve arrivare dall’area del Tarvisiano (la distanza massima dal centro di Tarvisio deve essere di 25 chilometri). «Entro il 10 gennaio ne sapremo di più - assicura il sindaco – Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per tutelare la popolazione e l’ambiente. La situazione è tornata alla normalità e quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi».