16 ottobre 2018
Aggiornato 19:00

Pedaggi autostradali: incremento dello 0,86% sulla rete di Autovie Venete

Un aumento decisamente contenuto, visto che, a seconda delle tratte, varia fra i 10 e i 30 centesimi, ma che su alcune addirittura non scatta per il meccanismo di arrotondamento
Un casello autostrale
Un casello autostrale (Diario di Udine)

UDINE – Dopo il ‘congelamento’ delle tariffe nel 2016, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso un incremento dello 0,86% ai pedaggi autostradali sulla rete di Autovie Venete. Un aumento decisamente contenuto, visto che, a seconda delle tratte, varia fra i dieci e i trenta centesimi, ma che su alcune addirittura non scatta per il meccanismo di arrotondamento.

Le componenti della tariffa
La formula utilizzata per il calcolo dei pedaggi, è quella del ‘price cap’ che comprende il recupero dell’inflazione programmata più una serie di variabili legate alla qualità del servizio, alla pavimentazione e al tasso di incidentalità, alle quali si aggiunge quella correlata al livello degli investimenti Il decreto interministeriale numero 1044/28/133 del 12 novembre 2001 del Ministero dei Trasporti, contiene una norma che riguarda il meccanismo degli arrotondamenti. La norma prevede che fino a 5 centesimi, i prezzi devono essere arrotondati per difetto a zero; oltre i 5 centesimi vanno arrotondati per eccesso a dieci.

La distribuzione
Non tutto ciò che Autovie Venete incassa resta alla Concessionaria. Una parte, pari al 2,5% circa va ad Anas, l’Iva va allo Stato, un’ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un’altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari (riasfaltature, sostituzione di barriere di protezione, azioni di prevenzione del ghiaccio o di ripulitura dalla neve; potatura delle siepi, sfalcio del verde, rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale). Un lavoro costante e impegnativo anche dal punto di vista economico, ma indispensabile per garantire la sicurezza della circolazione, tant’è che la manutenzione è una delle poche voci di bilancio che difficilmente subisce ridimensionamenti.

Confermate le agevolazioni per i pendolari
Per quanto riguarda le agevolazioni relative ai pendolari, agevolazioni attivate nel febbraio 2014 e prorogate l’anno successivo fino al 31 dicembre 2016, è stata prevista una ulteriore proroga. Il protocollo sottoscritto a suo tempo, fra Aiscat (l’organismo di rappresentanza delle società autostradali), alcune Concessionarie e il Ministero, prevede l’applicazione di una ‘scala sconti’ basata sul numero dei transiti e applicabile per tratte non superiori ai 50 chilometri. La misura rappresenta un buon punto di equilibrio tra le esigenze dei gestori e la necessità di sostenere l’utenza (minori costi, nonché benefici per l’ambiente in seguito alla riduzione dei tempi di percorrenza e decongestionamento della viabilità ordinaria).