28 luglio 2017
Aggiornato 00:30
specchietto per le allodole

Zilli, su immigrati il cambio di rotta del Pd è solo una farsa

Il Friuli Venezia Giulia ha superato la quota assegnata e la maggior parte di chi fa domanda di asilo non ne ha diritto. Non si può pensare di obbligare i Comuni all'accoglienza, anche laddove non ci sono i presupposti

La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani (© Diario di Udine)

UDINE - «L'apparente cambio di rotta del Pd sugli immigrati è soltanto l'ennesimo specchietto per le allodole, ma i cittadini non hanno la memoria corta e non presteranno il fianco a tutto questo. Da un lato i proclami sulle
espulsioni nel disperato tentativo di recuperare consensi, dall'altro invece si fanno pressioni sui Comuni perché accolgano gli immigrati. La presidente Serracchiani si ricorda degli enti locali solo quando deve imporre le sue scelte»
.

Commenta così Barbara Zilli (Ln) l'incontro con i prefetti e il capo dipartimento Mario Morcone che si è tenuto lunedì a Trieste e aggiunge: «Non si può pensare di obbligare i Comuni all'accoglienza, anche laddove non ci sono i presupposti, e ricompensarli poi con vergognose mancette. Il problema reale è un altro: il Friuli Venezia Giulia ha di gran lunga superato la quota assegnata e la maggior parte di chi fa domanda di asilo non ne ha diritto. A questo bisogna subito provvedere».

«I Comuni hanno già un sacco di problemi a far quadrare i bilanci e a fare i conti con la fallimentare riforma degli enti locali - dice ancora la Zilli - ed è vergognoso da parte della Regione e del Governo pensare di comprarli offrendo loro 500 euro una tantum per ogni immigrato ospitato».

«Se siamo arrivati a questo punto, in cui i prefetti addirittura decidono d'imperio di inviare sedicenti profughi nei Comuni, senza tener conto delle condizioni dei singoli territori, allora significa che l'intero sistema è un fallimento e tutte queste riunioni fittiziamente partecipative sono perfettamente inutili».