27 luglio 2017
Aggiornato 00:30
Autonomia regionale

70 anni dalla nascita del Movimento Popolare Friulano

È’ stato presentato il volume ‘Opinioni personali’ di Gianfranco D’Aronco, segretario del Mpf e primo firmatario del manifesto istitutivo, dal quale si svilupperà il dibattito di lunedì 30 gennaio

UDINE – Era il 19 gennaio 1947 quando al cinema Puccini di Udine si svolgeva il comizio di apertura del ‘Movimento Popolare Friulano per l’autonomia regionale’, da quella volta, come oggi, sono passati 70 anni. Nella cornice di palazzo Belgrado alla presenza del presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, dello storico Gianfranco Ellero e dell’illustratore Gianni di Lena è stato presentato ‘Opinioni Personali’, volume che raccoglie il trimestrale edito dal 1969 al 1976 diretto dal professor Gianfranco D’Aronco, segretario del Movimento Popolare Friulano nonché primo firmatario del manifesto istitutivo.

Autonomia tema attuale
«Parlare di autonomia al giorno d’oggi è ancora un tema attuale» - afferma Fontanini – «Allora, nel 1947, il Friuli era un territorio tagliato in 17 fette, Trieste invece era riconosciuta come città metropolitana. Il movimento autonomista friulano si è battuto per l’istituzione della Regione Friuli perché a quei tempi si diceva ‘din al Friûl le sô muse’».

Il risveglio del senso di appartenenza
«Sono onorato di essere stato chiamato a celebrare un avvenimento di 70 anni fa, sono emozionato», le prime parole del professor Ellero, storico dell’autonomia friulana, che dal 2002 pubblica fascicoli documentati sull’autonomia regionale, i suoi esponenti e la sua presenza attiva nella regione durante i primi anni di vita. E’ lui che spiega le tappe fondamentali vissute dalla nostra regione in quel determinato periodo storico.

«Il movimento autonomista friulano nasce qualche anno prima per volontà di dare uno sbocco politico e amministrativo a un movimento autonomista secolare» – dice – «Il senso di appartenenza alla Patria, l’uscita del giornale ‘Le Patrie dal Friûl’ nel febbraio del 1946, nel settembre dello stesso anno il Congresso della Società Filologica Friulana con l’ appoggio alla battaglia regionalistica promossa dall’Associazione per l'autonomia friulana tenutosi a Spilimbergo sono state tutte spinte per presentare alla commissione di Roma la richiesta del riconoscimento regionale».

Le tappe dell'autonomia friulana
Ellero racconta che il dibattito sull’autonomismo friulano si fece importante con la pubblicazione di ‘Autonomia regionale e il Friuli’ di Tiziano Tessitori che in quegli anni scrisse sul giornale ‘il popolo del Friuli’; «Fu il primo a pensare a una riforma regionale in Italia». Inizialmente questo destò la preoccupazione di chi pensava che l’autonomia potesse essere un’arma per staccarsi dalla madre patria. «Il primo passo importante avvenne il 18 dicembre 1946 con l’istituzione della seconda sottocommissione della Costituente e venne riconosciuta la regione ‘Giulio-Friulana’». Il 12 gennaio 1947 uscì il manifesto di fondazione per dar forza al riconoscimento istituzionale, si costituì il Movimento popolare friulano per l’autonomia regionale. «Il movimento voleva essere popolare e regionale, non elitario o riservato ai soli udinesi, e sosteneva la necessità di conservare e sviluppare i tratti peculiari del Friuli distinti dal Veneto e dalla Venezia Giulia» aggiunge. Il 1 febbraio 1947 la Commissione dei 75 riprese in esame il problema dell’autonomia friulana e approvò un ordine del giorno in cui si riservava di decidere sull’aggiunta della Regione alle altre quattro che godevano dell’autonomia speciale. Il 27 giugno 1947 si iniziò a introdurre nel dibattito la questione della specialità del Friuli Venezia Giulia. Fausto Pecorari, democristiano triestino, presentava l’emendamento che voleva l'istituzione della ‘Regione Giulio-Friulana e Zara’ per salvaguardare l’italianità di Trieste ma Tessitori, invece, propose la modifica con Friuli-Venezia Giulia e l’eliminazione della parola ‘e Zara’; il tutto veniva discusso quando ancora il Trattato di Pace doveva essere ratificato. L'emendamento di Tessitori che proponeva di inserire, accanto a Sicilia, Sardegna, Trentino - Alto Adige e Valle d'Aosta, anche il Friuli-Venezia Giulia tra le regioni a statuto speciale, fu approvato quasi all'unanimità.

Opinioni Personali, il libro
‘Opinioni Personali’ si identifica come una raccolta di denunce, critiche, flash sulla disparità che esisteva tra il Friuli e Trieste e tra il Friuli e Roma; difficoltà che la Regione ha attraversato in 70 anni di ‘vita’. L’auspicio è che, riportando alla memoria quei momenti, riprenda vigore una stagione autonomista tale da spingere i friulani a chiedere più autonomia per il loro territorio e più importanza per la gente friulana.

Il convegno lunedì 30 gennaio a palazzo Belgrado
Dai contenuti della pubblicazione del libro di D’Aronco si svilupperà il dibattito in calendario per lunedì 30 gennaio alle 17 a palazzo Belgrado nel quale interverranno il professor Gianfranco D’Aronco (decano degli autonomisti friulani), Mario Toros e Giorgio Santuz (già ministri della Repubblica), Roberto Dominici (già assessore della Regione Fvg) e William Cisilino, direttore dell’Arlef. Moderatore sarà il giornalista Michele Meloni Tessitori.