20 novembre 2018
Aggiornato 19:00

Shaurli, bene obbligo di indicare l'origine del latte

Dovrà essere visibile sull'etichetta l'origine dei prodotti lattiero caseari, specificando dove siano avvenute mungitura, confezionamento e trasformazione
Shaurli, bene obbligo di indicare l'origine del latte
Shaurli, bene obbligo di indicare l'origine del latte (Adobe Stock)

PORDENONE - È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali che introduce l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti lattiero caseari.

Ne dà notizia l'assessore alle Risorse agricole del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, evidenziando che «con il nuovo sistema, il consumatore potrà sapere con assoluta chiarezza da dove proviene il latte che acquista e soprattutto l'origine del latte utilizzato per molti altri prodotti come burro, yogurt, mozzarella, formaggi". 

Il provvedimento - prosegue Shaurli - stabilisce infatti che l'etichetta indichi in maniera chiara, visibile e facilmente
leggibile dai cittadini la provenienza del latte utilizzato nei prodotti lattiero caseari, specificando dove siano avvenute
mungitura, confezionamento e trasformazione. Il decreto
- commenta ancora l'assessore - dà finalmente visibilità al lavoro degli allevatori italiani, oltre che a qualità e sicurezza del nostro latte. Potrà tradursi prima di tutto nella possibilità di scelta consapevole da parte dei cittadini consumatori e, secondariamente, in un prezzo dignitoso del latte per tutti i produttori nazionali, compresi quelli della nostra regione. Ulteriore valore aggiunto - fa notare Shaurli - trarrà la filiera lattiero casearia che fa della qualità e dell'identificazione prodotto-territorio una bandiera».

«Va dato merito al Governo e al ministro Martina - sottolinea l'assessore regionale - di aver saputo condurre in modo efficace ed autorevole il negoziato con l'Unione Europea, poco propensa a volte al riconoscimento della qualità delle nostre produzioni e, più in generale, delle identificazioni nazionali dei prodotti. Con l'entrata in vigore del provvedimento e con opportune campagne informative - conclude Shaurli - il cittadino potrà scegliere, condizione che premierà chi utilizza il nostro latte riconoscendo qualità e lavoro dei nostri allevatori».