19 giugno 2019
Aggiornato 01:30
La commemorazione

Giorno della memoria: Bolzonello, il ricordo per sconfiggere nuove atrocità

Le celebrazioni, articolate in più momenti, hanno preso il via da piazzale Maestri del Lavoro con la deposizione di una corona al Monumento al Deportato e con una serie di interventi e testimonianze
Le immagini delle celebrazioni a Pordenone
Le immagini delle celebrazioni a Pordenone Regione Friuli Venezia Giulia

PORDENONE - «Una celebrazione che ha l'obbligo di ricordare in tutti noi gli orrori del regime nazifascista e che ci deve invitare a riflettere sulle conseguenza di questa brutta pagina della nostra storia, affinchè simili episodi non si ripetano più nel tempo». È stata questa, in sintesi, la riflessione del vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello compiuta in occasione delle iniziative svoltesi a Pordenone nell'ambito della Giornata della memoria. «Le deportazioni, i campi di concentramento, l'odio razziale e la distruzione della dignità della persona - ha aggiunto Bolzonello - sono immagini che devono restare vive in ognuno di noi. Solo ricordando quelle atrocità si può mantenere lontano ciò che potrebbe nuovamente tornare, sotto altre spoglie, in altre zone del mondo».

Le celebrazioni, articolate in più momenti, hanno preso il via da piazzale Maestri del Lavoro con la deposizione di una corona al Monumento al Deportato e con una serie di interventi e testimonianze. Oltre al sindaco della città di Pordenone Alessandro Ciriani, a prendere la parola è stata anche la presidente dell'associazione Italia-Israele Hanat Hila Levi, che ha evidenziato quanto sia importante l'educazione quale principio per la convivenza civile e pacifica basata sul rispetto delle persone.
Nelle parole di Eliseo Moro, presidente provinciale dell'Aned e già deportato a Dachau, c'è stato il ricordo di ciò che fu un preciso disegno voluto dal nazifascismo, con la costruzione dei campi di concentramento per il raggiungimento di una volontà spietata che coinvolse l'Europa. «La follia dello sterminio - ha aggiunto Moro - è cresciuta nel seno di una società che non ha saputo respingere il progetto nazifascista di persecuzione.
Dobbiamo mantenere vivo questo pensiero, affinchè non si faccia viva quell'indifferenza che ci è molte volte comoda, ma che ci impedisce di vigilare, mettendo a rischio la vita, la libertà e la dignità di ogni essere umano»
.

Quindi il corteo, composto da autorità e labari, si è spostato a palazzo Pera, dove è stata depositata una corona d'alloro al disotto della lapide che ricorda lo sterminio delle popolazioni ebraiche, le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei.
Successivamente, nella sala consiliare dell'ex Provincia, in una cerimonia organizzata dalla Prefettura, sono state consegnate medaglie ai congiunti di perseguitati del nazismo e deportati della Destra Tagliamento.