19 maggio 2019
Aggiornato 13:00
maggiori costi per la collettività

Revelant, disomogeneità territoriale nella perimetrazione Uti

Il consigliere regionale di Autonomia Responsabile in più occasioni ha enunciato l'inadeguatezza della riforma e l'assenza di una valutazione puntuale sulle ricadute economiche della stessa

UDINE - «Che la riforma degli Enti locali stia producendo effetti negativi è oramai noto a tutti, ma che non si sia ancora capita l'entità questo probabilmente, almeno alla Giunta, deve essere sconosciuto." Ad intervenire è il consigliere regionale di Autonomia Responsabile Roberto Revelant, che in più occasioni ha enunciato l'inadeguatezza della riforma e l'assenza di una valutazione puntuale sulle ricadute economiche della stessa, che potrebbe portare invece a maggiori costi per la collettività oltre a una disomogeneità territoriale nella perimetrazione delle Uti che è in contrasto proprio con l'art. 4 della Legge 26.

«Dopo avermi bocciato la proposta avanzata di far entrare Osoppo nella Uti del Gemonese, ora i servizi di questo Comune pedemontano, dopo decenni, dall'ambito socio sanitario del gemonese transiteranno verso San Daniele, mentre dall'altra parte la Giunta nel piano delle fusioni prevede l'aggregazione dei Comuni di Artegna con Magnano in Riviera, 2 Comuni su 2 Uti diverse e con 2 ambiti socio sanitari diversi, uno nel gemonese l'altro nel tarcentino. Semplice follia di una riforma mal fatta e mal governata, dove a non crederci sono gli stessi sindaci che
hanno deciso di aderire alle Uti.»


«Già in passato avevo anche proposto di accorpare le due Uti del gemonese e quella della Collinare, e ho reiterato la proposta con un emendamento nella legge di stabilità se non altro per stimolare un dibattito, soprattutto tenuto conto della decisione del Comune di Gemona di rimanere fuori dall'Uti pedemontana. I Comuni del gemonese che hanno aderito all'Uti nel complesso hanno una popolazione di circa 8500 abitanti, è questa l'adeguatezza intesa dal Governo Serracchiani?»