21 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
L'appello

Arredo: la richiesta di professionisti c'è, mancano gli studenti

I dirigenti scolastici del Malignani di San Giovanni e dell’Isis Sacile Brugnera: “Pregiudizio da sfatare, ottime possibilità occupazionali per le figure qualificate che formiamo”

UDINE - Sarà perché in Friuli non fa 'tendenza', ma il mondo dell’arredo stenta ad attrarre i giovani nella formazione specifica per il comparto. Eppure c’è «fame» di figure professionali qualificate e specializzate, sempre più richieste dalle aziende del territorio da inserire nelle aree produttive. Lo segnalano i dirigenti delle scuole della regione in cui si formano i futuri tecnici del legno e dell’arredo. Uno squilibrio, dunque, tra domanda del mercato e offerta scolastica: la scarsa disponibilità di figure professionali non risponde alla forte richiesta di lavoro espressa dalle imprese del legno-arredo. Tutta colpa di un pregiudizio, che in Friuli vede legato questo tipo di formazione ad occupazioni di 'bassa' professionalità, una valutazione ormai anacronistica. I tempi sono cambiati: gli studenti formati verranno impegnati invece nel design e nella progettazione, come tecnici od operatori, a seconda della scuola scelta, inseriti in team di lavoro o nelle linee produttive del comparto arredo, legno e sedia.

«I dati del sistema arredo regionale parlano chiaro - dichiara il direttore del Cluster arredo e sistema casa Carlo Piemonte -. Su un campione di 130 aziende si segna un +7,2% nel fatturato. Segnale che la produzione è ripartita e c'è necessità di professionalità tecniche per far crescere ancora di più il nostro comparto. Sulle nuove assunzioni, in entrambi i distretti abbiamo rilevato una forte crescita con un +78% nella sedia e +89% nel mobile rispetto al 2014 e da un nostro recente studio emerge come il tecnico sviluppo prodotto e l'export manager siano le figure più ricercate».

Una preoccupazione convidisa anche dai dirigenti scolastici. Andrea Carletti, preside dell’istituto professionale settore Legno-Arredo Malignani e di San Giovanni al Natisone, afferma: «Il settore è in ripresa, gli indicatori economici registrano un continuo segno positivo e siamo dunque ottimisti sul futuro dei nostri ragazzi, ai quali forniamo una formazione adattata alle richieste delle aziende». Finora, aggiunge il dirigente, siamo stati penalizzati da una eredità di tipologie di formazione non attuali. Oggi stiamo digitalizzando la didattica, portando tecnologie usate in azienda nei nostri laboratori, come le stampanti 3d per lavorare le resine. Stiamo insomma ristrutturando la nostra didattica con solerzia». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Alessandro Basso, dirigente scolastico Isis Sacile Brugnera: «In questi ultimi anni abbiamo fortemente incrementato gli investimenti su innovazione tecnologica e informatica, potenziando così le competenze dei nuovi diplomati, ampliamente richiesti dal comparto mobiliero-industriale del vasto territorio liventino. Spero nella sensibilità delle famiglie, perchè la nostra scuola è in grado di offrire scenari ricchi di prospettive di crescita umana e opportunità lavorative»