Dal 14 al 18 febbraio

Presentato il Future Forum 2017: il filo conduttore sarà 'Ripartire! L’Italia che verrà'

Oltre 50 ospiti internazionali, tra cui Magnus Ryner, Eldar Shafir, Joan Subirats, Stefano Parisi, Elsa Fornero, Claudio Velardi. La presentazione di Da Pozzo, Quaglia e Monestier

La presentazione dell'iniziativa a Udine (© Cciaa Ud)

UDINE - La quarta edizione del Future Forum della Camera di Commercio di Udine si aprirà martedì 14 febbraio con un omaggio al sociologo polacco Zygmunt Bauman, recentemente scomparso, protagonista della lectio magistralis che concluse l’edizione 2016 del forum udinese.
Il Future Forum 2017 si svilupperà fino a sabato 18 febbraio, quale rinnovata ‘fucina’ di confronti, incontri, dibattiti, interviste, riflessioni sul futuro rivolte a imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e dell’economia, delle formazioni sociali e culturali, agli studenti e a tutti i cittadini, formula che dal 2013 ogni anno si rinnova pur restando fortemente riconoscibile, rappresentando le visioni più attuali e gli scenari che raffigurano le prossime sfide per l’economia e la società.
L’edizione numero 4 è presentata in conferenza stampa giovedì 2 febbraio nella Sala Economia della Cciaa, alla presenza del presidente Giovanni Da Pozzo e del project manager di Friuli Future Forum Renato Quaglia. Assieme a loro, il direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier.

Chi sarà il protagonista del Forum
‘Ripartire! L’Italia che verrà’ sarà il filo conduttore della settimana di incontri, anche quest’anno frutto della collaborazione tra diversi curatori (assieme a Quaglia hanno operato Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta, nonché due ‘conoscenze’ dei precedenti FF, Emanuele Ferragina docente di Science Po Paris e l’esperto di culture digitali Daniele Pitteri) che stanno coordinando la presenza a Udine di studiosi, analisti ed economisti internazionali, pronti a spaziare tra tanti e importanti temi: i nuovi equilibri economici e geopolitici mondiali, il futuro del lavoro, la digitalizzazione e l’innovazione (con particolare focus alla ‘nuova agricoltura’), la semplificazione, le tasse e la burocrazia, le nuove città e le rigenerazioni urbane, le grandi migrazioni, e molti altri. Tra i protagonisti, il sociologo catalano Joan Subirats che dialogherà con Giacomo Russo Spena di Micromega e Luca Massida in apertura, con la sua avvincente ‘storia del futuro’, Carbone, Vento e Cocchi che si confronteranno, fra Brexit e prossimi assetti geopolitici, con Toni Capuozzo, Magnus Ryner del King’s College London, Jennifer Allsopp di openDemocracy 50.50 del dipartimento di Social Policy and Intervention and Refugee Studies Centre dell’Università di Oxford, l’esperta di strategie digitali Elisabetta Zuanelli, Claudio Velardi e ancora Francesco Boccia, presidente della V Commissione con Stefano Feltri de Il Fatto quotidiano, Monica Guerzoni del Corriere della Sera che dialogherà con i sindaci Honsell e Romoli di burocrazia, assieme ad Alfonso Celotto della Luiss e Michele Palma della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

A Udine attesa anche l'ex ministro Fornero
Parteciperanno anche il presidente di Energie per l’Italia Stefano Parisi, Claudia Fusani, giornalista dell’Unità, Claudio Giua, direttore dello sviluppo e innovazione del Gruppo Editoriale L'Espresso, l’ex ministro del lavoro Elsa Fornero e Eldar Shafir, professore di Harvard e co-autore di Scarcity (Il Saggiatore).
In tutto sono oltre una cinquantina gli ospiti, che animeranno le cinque giornate, scandite generalmente da tre appuntamenti ciascuna, tutti trasmessi anche in streaming su www.friulifutureforum.com, dove sarà anche raccontato, in abbinata ai social di Friuli Future Forum, l’intera settimana, con post e videointerviste, grazie alla collaborazione di un team di giornalisti di Udine Economia.

Le parole di Da Pozzo
«Mai come oggi temi come le migrazioni, i nuovi e continuamente cangianti equilibri geopolitici, una digitalizzazione sempre più dirompente sono al centro del dibattito – commenta il presidente Da Pozzo –. In questa edizione di Future Forum partiremo proprio da questi argomenti di fortissima attualità per analizzarne, assieme ad alcuni dei maggiori esperti internazionali, i possibili sviluppi futuri. Sviluppi che interesseranno inevitabilmente il nostro territorio, nelle sue peculiari declinazioni. Se in questi anni Friuli Future Forum ci ha fatto capire che non dobbiamo rassegnarci a un eccessivo declinismo, dobbiamo ricordare però che dobbiamo sempre stare con i piedi per terra, perché non c’è di che essere troppo ottimisti. Dai dati Movimprese che Unioncamere ha diffuso pochi giorni fa, quelli che registrano le nuove imprese e quelle che si cancellano dai nostri Registri - aggiunge - emerge che la nostra regione è l’ultima in Italia nel rapporto tra imprese che nascono e quelle che cessano. Sono 5 le regioni con dato negativo, mentre in altre regioni c’è una crescita e una vitalità nella creazione di impresa. Noi siamo ancora una po’ inchiodati, ma sarebbe troppo banale dare colpe: è colpa dell’intero sistema, dove ci stiamo tutti. Non è quindi un’accusa, ma questo deve aiutarci a capire che, soprattutto in questa regione, siamo troppo fermi. Ecco perché vogliamo usare questo claim, ‘Ripartire!’", conclude Da Pozzo.