Nulla di fatto

Il Pd del Fvg fa i conti....senza Serracchiani

La presidente non si presenta all'assemblea regionale. Grim ha chiesto al partito una tregua interna in previsione dell’avvio della fase congressuale nazionale (e a cascata anche regionale) prevista per i primi giorni di giugno

Nulla di fatto dall'assemblea del Pd (© Diario di Udine)

UDINE - L’unica, vera notizia che spicca a quasi tre ore dall’inizio dei lavori della direzione regionale del Pd, nella sede udinese di via Joppi, è l’assenza della presidente della Regione, Debora Serracchiani. Nella precedente riunione, tenutasi a ridosso di Natale, si era fatta vedere, non aveva preso la parola, se n’era andata ad assemblea ancora in corso e si era affidata all’Ansa per alcune dichiarazioni. Un’assenza, quella di venerdì sera, che non solo ha irritato diversi presenti, ma ha messo al riparo la governatrice dal rispondere alle pressanti domande di chi le chiede di chiarire il suo futuro politico.

Dunque, Serracchiani non ha alcuna intenzione di sciogliere le riserve e attende, presumibilmente, le decisioni romane del partito sull’ipotesi del ricorso anticipato alle urne. Così, la relazione della segretaria regionale dem, Antonella Grim, che ha aperto i lavori, è scivolata via tra qualche applauso, alcuni mugugni e altrettanti sbadigli. In pratica Grim ha chiesto al partito una tregua interna in previsione dell’avvio della fase congressuale nazionale (e a cascata anche regionale) prevista per i primi giorni di giugno. Grim ha difeso a spada tratta l’operato dell’esecutivo regionale alla prese – ha precisato – con la difficile stagione delle riforme. Come previsto, ancora poco o nulla sul fronte dell’autocritica e dell’analisi sui tani perché – mai affrontati – del rinculo elettorale e del consenso in genere di un partito a rischio scissione.

Parola quest’ultima che nessuno questa sera ha evocato almeno fino al momento in cui pubblichiamo l'articolo (21.33). L’impressione – al di là dei primi interventi dei vari Pegorer, Sonego, Liva, Mauro Travanut, Rosato, Coppola, Russo, Cucchini e Pizzin – è che, come accaduto a Renzi, anche il consenso di cui disponeva  Serracchiani fino a pochi mesi fa si sia notevolmente ridotto. E l’avere procrastinato anche questa sera il confronto in assemblea e il suo pensiero circa il proprio futuro politico (Sonego ha chiesto che sia ricandidata alla guida della Regione) oltre a essere un segnale di debolezza politica, di certo non l’aiuta. (d.pe.)