progetto di riassetto del nodo di Udine

Ferrovie: Santoro, recepite istanze Comitato Via Pradamano Udine

Preparazione dell'incontro tra Regione e Comune di Udine con Rete ferroviaria italiana per trovare una soluzione definitiva alle problematiche connesse all'attraversamento della ferrovia del corridoio Adriatico-Baltico nella città di Udine

Mariagrazia Santoro (Assessore regionale Infrastrutture e Territorio) incontra rappresentanti del Comitato di cittadini di via Pradamano e amministratori del Comune di Udine (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - L'assessore a Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro, ha incontrato a
Udine il Comitato di cittadini di Via Pradamano e l'amministrazione comunale friulana. Al centro dell'appuntamento la preparazione dell'incontro che Regione e Comune di Udine avranno nei prossimi giorni con Rete ferroviaria italiana (Rfi) per trovare una soluzione definitiva alle problematiche connesse all'attraversamento della ferrovia del corridoio Adriatico-Baltico nella città di Udine.

«Al fine di presentare un dossier quanto più possibile completo - ha commentato Santoro - abbiamo deciso di organizzare un nuovo incontro con il comitato di cittadini che rappresentano i residenti della zona di via Pradamano a Udine interessati dal passaggio della linea ferrovia di circonvallazione". Dopo i numerosi incontri avuti con i comitati per la dismissione dei passaggi a livello, la Regione ha coinvolto nuovamente anche questo comitato per avere un quadro quanto più completo possibile.
«Assume decisiva importanza - ha evidenziato Santoro - coniugare il tema del superamento dei problemi dei passaggi a livello sulla linea interna con la presenza di una linea alternativa sicura a tutti gli effetti anche dal punto di vista dell'inquinamento acustico, come evidenziato dai cittadini. Non si può ritenere alternativo un percorso che genera comunque disagi e quindi su questo chiederemo a Rfi di intervenire in contemporanea».

«È chiaro - conclude Santoro - che il progetto del riassetto del nodo di Udine, prevedendo lo spostamento delle attività di manovra al futuro impianto Pm Cargnacco lontano dalle abitazioni, sarà risolutivo per quanto riguarda la parte merci, ma servono anche delle azioni parallele e preliminari che consentano poi l'assunzione di tutte le decisioni da parte delle autorità pubbliche sul nodo ferroviario».