Il procedimento

La discoteca ‘Al Picchio’ di Priola di Sutrio chiusa per 15 giorni

La decisione del Questore di Udine è maturata dopo un controllo scattato durante lo ‘Student’s Party’ dello scorso 5 febbraio. Riscontrata un accarezza nella documentazione del certificato di prevenzione incendi

La serata della festa Al Picchio (© Cortiula)

UDINE – Il Questore di Udine, Claudio Cracovia, ha sospeso per 15 giorni la licenza alla discoteca ‘Al Picchio’ di Priola di Sutrio.

La decisione è maturata dopo un controllo scattato durante lo ‘Student’s Party’ dello scorso 4 febbraio. Poliziotti e carabinieri si sono recati nel locale verificando il rispetto delle prescrizioni di esercizio previste dalle autorizzazioni della discoteca in materia di agibilità. Se tutto è andato liscio in termini numerici (qualche settimana fa una discoteca di Cervignano era stata costretta a chiudere i battenti per il sovraffollamento), è stata rilevata una mancanza della licenza in merito al certificato di prevenzione incendi. In seguito agli accertamenti eseguiti dal Comune di Sutrio e dai Vigili del Fuoco, è arrivata la decisione di sospendere la licenza per 15 giorni per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

Una notizia che è stata subito rilanciata anche dalla pagina Facebook del locale. «Tutto lo staff della Discoteca Al Picchio vi ringrazia per la pazienza dimostrata questa notte – si legge –. Abbiamo avuto un controllo di polizia amministrativa e dei carabinieri per contare l'effettiva presenza numerica all'interno del locale. Anche se la musica è stata interrotta per 10 minuti per facilitare l'operazione di conteggio, ringraziamo le Forze dell'ordine per la loro professionalità e per aver condotto una operazione molto precisa senza disturbare assolutamente il nostro lavoro ed il vostro divertimento. La capienza è stata rispettata e tutto è andato a buon fine. Abbiamo ricevuto uno stop di 15 giorni per la mancanza di un documento relativo ai Vigili Del Fuoco che in questi giorni sistemeremo per riprendere a lavorare in totale serenità».