Il 10 febbraio

Droni e terrorismo, tecnologia israeliana in Italia

Presentata a Udine, in anteprima nazionale, con simulazione sul campo. Hanno assistito oltre 60 persone tra forze dell’ordine e privati: gli alti rappresentanti di polizia e carabinieri e i rispettivi corpi speciali e anche i responsabili sicurezza dell’Enac e di grande aziende multinazionali

UDINE - Al mondo esiste una sola tecnologia in grado di identificare, intercettare e neutralizzare i droni a distanza: si chiama MC-Horizon e il 10 febbraio è stata presentata, per la prima volta in Italia, a Udine,  all’interno degli spazi della Fiera cittadina. A farla conoscere è McTech, l’azienda israeliana che, grazie alla collaborazione con le aziende friulane Saroal srl e MD Systems, che ne sarà partner in esclusiva per l’Italia, ha scelto Udine per la prima dimostrazione in real time sul campo.

Tecnologia anti-drone
Otto persone tra ingegneri e addetti sono arrivati da Israele con uno speciale simulatore per la presentazione: questa tecnologia anti-drone è l’unica al mondo che riesce a identificare un 'oggetto volante' a 300 metri di distanza, intercettarne la rotta e i comandi per portarlo lontano dalle eventuali zone a rischio. «La tecnologia di MC-Horizon è stata sviluppata circa 2 anni fa: ci è voluto circa un anno di lavoro per ottimizzarla e continua ad essere costantemente aggiornata e migliorata» spiega la McTech. «È un sistema che funziona a 4 livelli: Detection, l’identificazione del drone attraverso radar e RF scanning, Acquiring, rilevamento e «cattura» attraverso telecamere termiche a lungo raggio, RF neutralization che disturba la trasmissione neutralizzandone il segnale, e la Distruction, la distruzione finale attraverso laser».

La soluzione ottimale per la sicurezza pubblica e privata
Si tratta di un’innovazione notevole (il costo va dai 150mila ai 300mila euro) in quanto gli altri sistemi in uso nel mondo riescono soltanto a intercettare la frequenza del drone interrompendone il volo e facendolo precipitare con il rischio di far detonare a terra l’eventuale materiale esplosivo a bordo o di fare disperdere le sostanze nocive con effetti disastrosi su persone e cose nel giro di metri o kilometri. «Questa tecnologia anti-drone – spiega Marco Cavalli, analista della MD Systems - rappresenta la soluzione ottimale per la sicurezza pubblica e privata: basti pensare a zone militari, edifici governativi e siti nucleari, ai grandi luoghi pubblici a rischio attacco come stadi, aeroporti, stazioni, piazze, mercati oppure, oppure agli stabilimenti delle aziende che possono essere facilmente violati e spiati da un drone in volo». Per questo il 10 febbraio hanno assistito alla simulazione oltre 60 persone tra forze dell’ordine e privati: presenti gli alti rappresentanti di polizia e carabinieri e i rispettivi corpi speciali e anche i responsabili sicurezza dell’Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), dei principali aeroporti italiani e di grande aziende multinazionali che sempre di più hanno bisogno di tutelare i luoghi di produzione, gli stabilimenti e le proprie sedi nel mondo.