Dal 14 febbraio

Paolo Rumiz ritorna con ‘Come cavalli che dormono in piedi’

Un omaggio ai soldati del litorale austroungarico che combatterono in Galizia nel 1915. Sui palchi regionali anche Adriano Giraldi e Stefano Schiraldi alla chitarra

Paolo Rumiz ritorna con ‘Come cavalli che dormono in piedi’ (© Ert)

UDINE – Dopo aver debuttato a Pontebba nell’inverno scorso, ritorna nel circuito Ert per cinque date ‘Come cavalli che dormono in piedi’, produzione del Teatro Stabile del Fvg tratta dall’omonimo libro di Paolo Rumiz, autore che sarà sul palco nella veste di narratore. L’adattamento del testo per il teatro è firmato dallo stesso Rumiz che sarà accompagnato da Adriano Giraldi e dalla chitarra di Stefano Schiraldi. La tournee inizierà martedì 14 febbraio al Teatro Luigi Bon di Colugna, proseguirà mercoledì 15 febbraio al Teatro Odeon di Latisana, giovedì 16 febbraio a TeatrOrsaria di Premariacco, venerdì 17 febbraio al Nuovo Teatro Mons. Lavaroni di Artegna e si concluderà sabato 18 febbraio all’Auditorium di Zoppola. Tutte le serate avranno inizio alle 20.45. A Latisana e Zoppola nelle giornate di spettacolo, alle 18, Paolo Rumiz incontrerà il pubblico rispettivamente nel foyer del Teatro e nella Biblioteca Comunale di fronte all’Auditorium.

Di cosa si tratta
Demoghèla, parola tradotta in modo insultante dopo il ’18 per denigrare gli italiani di frontiera cui toccò in sorte di combattere contro il Tricolore, fu in realtà il modo scanzonato con cui i soldati del litorale austroungarico – sullo stile del Soldato Svejk – seppero prendere la guerra su un fronte sterminato e crudele, in Galizia, battendosi spesso da valorosi contro il più grande esercito del mondo, quello russo. Un fronte e un’epopea rimossi per troppo tempo dal resto del Paese e dalla stessa Europa, e che ora tornano di prepotente attualità a cent’anni dal primo conflitto mondiale. «Quella che vi presentiamo – spiega Rumiz – non è una commemorazione e tanto meno una celebrazione, ma una vera e propria evocazione dell’Armata perduta. Con canti, libagioni, versi e piccoli fuochi, chiameremo in vita i 125 mila ragazzi in ‘montura’ austroungarica del Trentino o dell’attuale Venezia Giulia e Friuli orientale che combatterono oltre i Carpazi, restando in più di 25 mila «a guardare la luna» in sperduti cimiteri coperti di mirtilli dove da un secolo quasi nessuno porta più un fiore; piccoli camposanti coperti dall’oblio, spianati dalla ruspa comunista o schiacciati dalla memoria più recente della seconda, tragica guerra mondiale».

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando la Fondazione Luigi Bon (0432 543049), il Cit Latisana (0431 59288), la Biblioteca di Premariacco (0432 729405), gli Amici del Teatro di Artegna (0432 977105) e la Biblioteca Comunale di Zoppola (0434 979947).