21 luglio 2017
Aggiornato 04:30
Omaggio a Zygmunt Baumann

Il Future Forum si apre con il ‘nuovo municipalismo’ di Subirats

Un evento per riflettere sul presente e programmare il futuro della società e dei suoi protagonisti. Il tema scelto per il Future Forum di quest’anno è ‘Ripartire! L’Italia che verrà’

L'incontro inaugurale del Future Forum (© Cciaa Udine)

UDINE - Con un omaggio al sociologo polacco Zygmunt Baumann, che lo scorso anno era stato ospite proprio a Udine, si è aperta l’edizione 2017 del Future Forum. Un evento per riflettere sul presente e programmare il futuro della società e dei suoi protagonisti. Il tema scelto per il Future Forum di quest’anno è ‘Ripartire! L’Italia che verrà’.

A rompere il ghiaccio è stato Luca Massidda, docente di Sociologia urbana alla Scuola di Ateneo Architettura e Design dell’Università di Camerino. Con lui, accolti da padrone di casa, il presidente della Camera di Commercio di Udine e vicepresidente Unioncamere, Giovanni Da Pozzo, il sindaco Comune di Udine Furio Honsell, il rettore Alberto Felice De Toni e l’ assessore alle infrastrutture e territorio Regione Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro. A loro è toccata la riflessione sui tempi di crisi e sugli spazi di innovazione nella società odierna. «Il nostro obiettivo – ha esordito Da Pozzo – è parlare di futuro, di nuovi scenari, di evoluzione del mondo dell’economia, del welfare, dei centri urbani. Con i nostri ospiti cercheremo di non focalizzarci sull’oggi ma di interrogare il domani in relazione a ciò che sta accadendo intorno a noi a livello globale».

Tra gli interventi più attesi, quello del professore di Scienze Politiche e fondatore dell’Institute of Government and Public Policies dell’Università Autonoma di Barcellona, Joan Subirats. E' intervenuto facendo riferimento alle città come paradigma per sviluppare soluzioni autonome e innovative per superare il momento di crisi globale. «Dobbiamo porci nei confronti del presente e del futuro – ha chiarito Subirats – non solo in termini di crisi ma di vero e proprio cambiamento di epoca. Una fase in cui il ruolo delle città può essere determinante, in quanto spazio di politica autentica. Al di là della situazione degli Stati, infatti, le città possono avere la capacità (autonoma) di creare nuove condizioni sia nel campo della politica sociale per combattere la disuguaglianza, sia in quella del rinnovamento della politica. L’obiettivo è riuscire a coinvolgere i cittadini nelle decisioni che per loro sono le più importanti».
Per Subirats le città possono contribuire anche a creare una maggiore fiducia nel lavoro, creando quel contatto tra cittadini e istituzioni in grado di dare risposte alla nuove sfide del cambiamento in atto. «Per riuscirci – ha concluso Subirats – serve una fiducia sociale per poter trovare soluzioni collettive ai problemi delle comunità. Devono essere i cittadini comuni a riappropiarsi della propria città e a rivendicare lo spazio urbano come un bene comune».