A Udine

Concluso il Future Forum: cinque giorni di incontri per parlare di scenari futuri

In tutto una settantina gli ospiti della Camera di Commercio. Da Pozzo: "Il dialogo resta probabilmente il più vero segno distintivo dell’essere umano"

Uno degli appuntamenti del Future Forum (© Cciaa Udine)

UDINE - Cinque giorni, una settantina di ospiti ed esperti italiani e internazionali a confronto con rappresentanti delle istituzioni e dell’economia locale, e con il pubblico che ha partecipato numerosissimo e con vivacità, affollando i posti di sala Valduga e degli altri spazi collegati in video in Camera di Commercio, per almeno tre incontri al giorno, tutti trasmessi anche in streaming sul sito www.friulifutureforum.com e ripresi dai principali media nazionali.

Le parole del presidente Da Pozzo
Numeri importanti, ma ovviamente non sono tutto ciò che descrive il quarto Future Forum, che la Cciaa ha organizzato dal 14 al 18 febbraio. «I numeri – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo – ci inorgogliscono, ma non ci restituiscono la profondità delle riflessioni, delle idee, del dialogo che si è creato attorno ad alcuni dei grandi temi destinati a scandire il futuro di tutti noi: il lavoro, il nuovo welfare, la digitalizzazione dell’economia e la rural innovation, i nuovi assetti geopolitici, le startup innovative e la formazione, le migrazioni e il futuro d’Europa. Insistiamo sull’importanza del dialogo che, come ci ha ricordato Zygmunt Bauman a Udine lo scorso anno, per una delle ultime lectio magistralis che abbiamo ripreso quest’anno in un video-omaggio in apertura di Future Forum, resta probabilmente il più vero segno distintivo dell’essere umano. Un segno distintivo che oggi è quanto mai necessario recuperare per mettere in atto politiche o iniziative economiche ponderate e con un senso di direzione».

L'analisi del project manager Quaglia
Alla soddisfazione del presidente si unisce anche quella del project manager di Friuli Future Forum, Renato Quaglia, che ha diretto anche questa edizione, curata assieme all’esperto di culture digitali Daniele Pitteri, il professore di Science Po Parigi Emanuele Ferragina, il cultural manager Agostino Riitano e il direttore de Linkiesta Francesco Cancellato. «Gli incontri che quest'anno hanno affrontato temi chiave dello sviluppo dei prossimi anni, hanno ribadito messo in luce approcci inediti e offerto sguardi nuovi per leggere la nostra realtà e le prospettive che si aprono. Insieme alle riflessioni e agli esempi di futuro, abbiamo voluto dare avvio anche quest'anno a un percorso concreto con le scuole, che sì è ora espresso in un primo esperimento-pilota con il Liceo Percoto. Un’operazione di ascolto dei giovani studenti, sulle loro passioni intese come desideri di futuro e sulle aspettative del mondo del lavoro. Un punto di partenza importante, condiviso, partecipato, per rinnovare la collaborazione tra Cciaa, Future Forum, mondo della scuola e dell’economia e dell’impresa, per studiare percorsi ad hoc di orientamento e accompagnamento dei ragazzi verso il loro futuro. Un percorso che svilupperemo nelle prossime settimane».

Grandi nomi tra gli ospiti
Tra gli ospiti che hanno animato la quarta edizione del Future Forum, Joan Subirats, Pejman Abdolmohammadi, Stefano Parisi, Francesco Boccia, Elsa Fornero, Eldar Shafir, Tito Boeri, Marco Leonardi, Marco Bentivolgli, a dialogo con tante firme della stampa regionale e nazionale: oltre a Francesco Cancellato, Polo Bracalini (Il Giornale), Toni Capuozzo (Mediaset), Stefano Feltri (Il Fatto Quotidiano), Claudia Fusani (L’Unità), Monica Guerzoni (Corriere della Sera), Rosanna Lampugnani (Corriere del Mezzogiorno), Omar Monestier (Messaggero Veneto), Paolo Mosanghini (Messaggero Veneto), Giuseppe Ragogna (Messaggero Veneto), Giacomo Russo Spena (Micromega), Marco Ventura (Rai).