Politica cittadina

Raffaella Cavallo: "La lista Honsell continuerà a esistere anche senza la ricandidatura del sindaco"

Per ora nessun nome sul possibile candidato da appoggiare. “Non abbiamo preconcetti su alcuno: né sui volti nuovi, né su chi ha una storia politica alle spalle”

Nel riquadro, Raffaella Cavallo (© Diario di Udine)

UDINE - Raffaella Cavallo, laureata in Sociologia con dottorato in Sociologia, assegnatista di ricerca alla Ca’ Foscari di Venezia, si occupa anche di letteratura per l’Infanzia. Sposata, due figlie, da maggio 2014 è segretaria della lista 'Innovare con Honsell'. E’ alla sua prima esperienza politico-amministrativa, ma ha curato il coordinamento del Fvg - occupandosene anche a livello internazionale - per il Comitato Acqua bene comune. Ha intenzione di riproporre la sua candidatura certa, come spiega, che il patrimonio della lista civica di cui è segretaria non vada disperso, ma anzi consolidato.

Domanda d’obbligo, credo. Il sindaco Honsell è a fine mandato: cosa succederà dopo della lista che lo ha appoggiato e che a palazzo d’Aronco conta su ben nove consiglieri?
«Siamo già al lavoro per elaborare un progetto per Udine che sia in continuità con quanto fatto fin qui da 'Innovare'. Siamo consapevoli di tutti i cambiamenti che si sono susseguiti in questi anni, e proprio per questo ci stiamo adoperando per allargarci a nuove visioni e ad altre progettualità sul futuro di Udine e sui suoi nuovi bisogni».
Quindi il gruppo, anzi, la civica non si scioglierà?
«No, al contrario. Farà di tutto per arricchirsi».
Avete già affrontato il tema-candidature?
«No, non ancora. Riteniamo sia presto».
Che rapporto avete con il Pd?
«Facciamo parte di una maggioranza con la quale abbiamo condiviso un programma pur mantenendo le nostre specificità di lista civica».
Specificità che sono…?
«Beh, forse abbiamo un rapporto più diretto con il territorio, senza cioè le mediazioni cui è costretto un partito».
Il Pd più che sulle primarie pare voglia puntare su un candidato condiviso e di area. E’ una strategia che sostenete?
«Come ho accennato, al momento stiamo lavorando a un progetto politico complessivo. Siamo in fase di analisi sui temi più sentiti. Per questo non abbiamo ancora affrontato la questione delle candidature. Nel momento in cui elaboreremo questo progetto che punta ad avvalersi di contributi nuovi affronteremo la questione».
Ma avete un identikit?
«Non abbiamo preconcetti su alcuno: né sui volti nuovi, né su chi ha una storia politica alle spalle».
Vi ritenete di sinistra?
«Il nostro è sicuramente un progetto di centrosinistra, trasversale, che non fa parte di una certa sinistra ancorata a visioni vecchie».
Mai pensato di confluire nel Pd?
«Mai!, proprio perché il fatto di essere una lista civica ci consente di essere maggiormente trasversali e liberi da «benedizioni» che arrivano dall’alto».
Bertossi?
«Sicuramente ha una sua visione della città che intercetta punti comuni, ma ha fatto una fuga in avanti in un momento ancora poco chiaro per delineare gli scenari».
Cosa farà Honsell adesso?
«Si sta impegnando al massimo per completare il programma e dare risposte alle questioni più urgenti, non ultima quella di richiedenti asilo».
Questo come amministratore, politicamente, invece…?
«Non lo so. Credo stia cercando di chiudere il mandato con la coerenza che ha caratterizzato sempre il suo agire».
Torniamo un attimo ai rapporti di 'Innovare' con il Pd.
«C’è una buona e continua collaborazione soprattutto con la capogruppo Monica Paviotti e un’assidua frequentazioni con gli assessori sugli aspetti operativi».
Teme che il patrimonio honselliano possa andare disperso?
«No, anzi!, stiamo cercando di renderlo ancora più attuale. Di consolidarlo. Di non disperderlo. Di non essere fagocitati dal Pd e di mantenere una nostra personalità forte».
Renzi…?
«Non esprime la mia visione di un leader di centro sinistra». 
Serracchiani?

«Si è data molto da fare in Fvg con le difficoltà del doppio ruolo: numero due del partito e presidente della regione».
Mi pare una risposta un po’ democristiana.
«Se parliamo delle cose fatte, nessuno può disconoscere il suo grande impegno sul piano delle riforme i cui effetti non siamo ancora in grado di valutare. In ogni caso, le va ascritto il merito del coraggio di certe decisioni».
Enzo Martines potrebbe essere un buon sindaco?
«Ha un’ottima conoscenza del territorio. E’ preparato».
Allo stato attuale ritiene sia il candidato più forte?
«Certamente sì».
Lei si ricandiderà?
«Sì».
Quali errori ha fatto Honsell?
«Non parlerei di errori, ma del suo desiderio di voler conoscere sempre tutto che talvolta lo porta a delegare poco ai suoi collaboratori, ma non certo per mancanza di fiducia». (d.pe).